THE MORLOCKS – Easy Listening for the Underachiever (Go Down)

Intuito, intraprendenza e lungimiranza. Doti necessarie per portare avanti qualsiasi progetto, vincolanti nel caso si tratti di un’ etichetta discografica. Al fiuto della label romagnola si deve ad esempio la distribuzione capillare e la visibilità concessa ad uno dei più balsamici distillati garage punk degli ultimi anni salvandolo così dall’oblio cui sembrava destinato vista la difficile reperibilità della sua originale versione americana. Il che non avrebbe reso giustizia ai Morlocks, una delle più selvagge rock ‘n roll bands di sempre che proprio in Italia vanta una schiera di fedelissimi e tenaci sostenitori tra giornalisti, musicisti, label-mates o semplici aficionados.

Easy Listening riannoda la storia dei Morlocks al discorso troncato più di quindici anni fa con l’uscita dei singoli She‘s My Fix e Under the Wheel anche se è soprattutto al climax malato di Submerged Alive che pare il nuovo album sia più affine. Proprio da quel set vengono ripresi due brani come l’agghiacciante mid-tempo di My Friend the Bird e il blues elastico di Get Out of My Life, Woman.

L’amore di Leighton per il garage punk, venticinque anni dopo la nascita dei Gravedigger Five, rimane viscerale, puro, lancinante. Lo svelano pezzi come Dirty Red, You Burn Me Out o Cat dove i richiami a bands come Larry and The Blue Notes, Sparkles e Murphy And The Mob sono fortissimi, tangibili, corporei. Canzoni permeate dalla identica catarsi emotiva di brani come In & Out, No Friend of Mine o Born Loser. Stessa fiera, ineducata, volgare, adolescente arroganza. Solo, cantata da un teenager che non ha più l’ età del ragazzo ma che custodisce la stessa perversa indolenza. Un sangue misto che se apre le fauci si inghiotte il 90% dei cantanti in giro per il mondo.

E lo palesa ancora meglio la ripresa di Hate degli Stoics che fa da corredo alla scaletta originale (assieme a una rendition live di You Burn Me Out e ad una lunga intervista al gruppo). Un quarto di secolo dopo All Black ‘n Hairy, con la stessa rabbia psicotica e il medesimo lascivo rantolo di appiccicoso e fastidioso disagio teen che si chiama punk.

Una ferocia che resta inalterata e anzi aggredisce con spietata lucidità su Till the Wheels Fall Off, limaccioso proto-hard abitato da serpenti a sonagli e violentato ancora una volta dal ruggito di Leighton e su Sex Panther, sensualissimo stomp figlio delle movenze porno di Iggy Pop e degli Stones blasfemi di Beggars Banquet.

E che dire delle cover sporche di Teenage Head e Just a Little Bit che infettano la scaletta? Scaglie di ruggine rock ‘n roll che ti piovono sulla testa, rottami e carcasse di una giungla metallica dove i Morlocks si muovono come sciamani.

                                                                                 Franco “Lys” Dimauro

download (70)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...