T. REX – Total T. Rex 1971-1972 (Easy Action)  

Un cofanetto di delizie del re del glam rock quello allestito con cura e devozione dai tipi della Easy Action. Un progetto a lenta lievitazione e seguito personalmente da Rolan, il figlio della rockstar più bella di tutti i seventies e che fotografa un biennio importante per la musica di Bolan: sono gli anni che girano attorno a Electric Warrior, uno dei simulacri più venerati della storia della musica rock e che segnano il passaggio dal folk percussivo dei Tyrannosaurus Rex al boogie elettrico dei T. Rex. Total T. Rex è il veicolo più funzionale per studiare proprio questa fase, non aspettatevi quindi la solita assortita sfilata dei grandi classici della band (per quello, caso mai vi servisse, rivolgetevi all’ottima doppia raccolta messa su dalla Music Club Children of the Revolution, NdLYS): questi cinque dischi (cui si aggiunge un sesto DVD con bellissimi reperti d’epoca) non sono roba per neofiti ma per studiosi della materia recuperando dei provini e delle esibizioni live del tutto inedite. I primi due dischi propongono rarissime registrazioni per la WBAI e la WPIJ di New York, la KDAY di Los Angeles e la WBCN di Boston ovvero le radio che aprirono i propri microfoni per registrare delle unplugged sessions per promuovere il primo tour dei rinnovati T. Rex. Il suono è scarno, essenziale, uno scheletro che avrebbe costituito l’ossatura di pezzi come Jeepster, Girl, Cosmic Dancer o Get It On (qui in una primitiva versione blues).

Altri due dischi sono occupati da registrazioni live, tra il Maggio del ’71 e il Giugno dell’anno seguente, compreso il concerto al Gliderdrome di Boston che di fatto segnò la nascita della T.Rex-mania (o della T. Rextasy, come venne definita dai giornali locali del periodo) in America, con tanto di fuga in Rolls Royce e mutandine bagnate e compiacenti nel backstage e tra la folla acclamante, esattamente come sei anni prima per i Beatles. Marc Bolan diventa il nuovo oggetto del desiderio sessuale e musicale, con quel suono così maschio eppure così androgino allo stesso tempo. Fateci caso, se vi andrà di riascoltare i loro dischi dopo aver letto queste righe. Provini, demo-versions e tredici minuti di intervista sono quelli che invece riempiono il quinto e ultimo disco audio, con un breve accenno all’ultrarara title-track di Electric Warrior, poi tagliata fuori dall’album e un paio di covers di Carl Perkins e Eddie Cochran ma l’andamento singhiozzante e incerto delle registrazioni hanno più un carattere documentaristico e storico che valore strettamente artistico. Molto belle, pur se con la resa video che si può immaginare per reperti d’epoca, le nove tracce live che invece sfoggia il menu del DVD. L’obiettivo si sposta in Francia, all’Olympia di Parigi e allo Chateau d’Herouville di Pantoise tra i lustrini di pezzi come Ride a White Swan, Jeepster, Hot Love e Telegram Sam, pionieri di una estetica ammiccante che torna prepotente in ogni nuova stagione del rock e di cui Marc Bolan fu assoluto padrino.

 

                                                                          Franco “Lys” Dimauro

R-735586-1153737121

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