THE STEMS – At First Sight…Violets Are Blue (White Label)

Le premesse erano state eccezionali: due singoli mostruosi come She’s a Monster/Make You Mine e Tears Me In Two/Can’t Resist e un E.P. di quattro tracce sempre per la Citadel di John Needham in cui, per la prima volta, la produzione di Rob Younger si rivela inefficace nel far emergere la nuova dimensione pop che Dominic Mariani sta cercando di dare alla sua band in previsione dell’album di debutto hanno fatto diventare gli Stems l’attrazione principale del circolo rock di Perth e uno dei nomi di punta del oz-sound al giro di boa degli anni Ottanta.

Quando esce At First Sight…Violets Are Blue, nel Maggio del 1987, le aspettative vengono però parzialmente disattese.

Il suono ruggente dei primi dischi viene in parte sacrificato in favore di aperture melodiche non sempre riuscite (Can’t Forget That Girl e i suoi richiami più o meno voluti alla Daydream Believer dei Monkees resta una bruttissima canzonetta da pomeriggio domenicale così come Man With the Golden Heart sembra un brutto tentativo di esportare il suono dei Prisoners nella terra dei canguri e Running Around scade nel più banale poppettino da classifica) e quello che pareva destinato a diventare il non-plus ultra del garage pop australiano manca l’appuntamento con l’eccezione, pur rimanendo un disco carico di ottimi pezzi (due su tutti: Move Me e Mr. Misery, immancabili su ogni compilation power-pop casalinga che si rispetti) che germogliano tra echi di Byrds, Standells, Chocolate Watch Band, Easybeats, Raspberries, Monkees, Big Star, Creation, Plimsouls.

Sull’onda dell’entusiasmo gioioso che la musica del quartetto riesce a trasmettere At First Sight…Violets Are Blue vola subito altissimo nelle classifiche di musica indipendente australiane finendo in vetta alla chart e infiltrandosi addirittura nelle classifiche di vendita mainstream. L’incapacità nel gestire quel successo inaspettato incrina però i rapporti tra Mariani e il resto del gruppo portando Dom alle dimissioni nell’Ottobre dello stesso anno e mettendo il sigillo su una delle più folgoranti storie del rock ‘n roll australiano di quel decennio.

A una prima occhiata le viole sembrano blu.

Ma a guardare bene, a volte le rose sono nere.  

 

                                                                                    Franco “Lys” Dimauro

The Stems - At First Sight FRONT.jpg

 

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