NICK CAVE – From Her to Eternity (Mute)

L’uomo nero arriva.

Arriva col suo sacco.

L’uomo nero arriva, e non è da solo.

Con lui ci sono Blixa Bargeld, Barry Adamson, Mick Harvey, Hugo Race e Anita Lane.

Facce da criminali rubate allo schedario della polizia di Melbourne, Manchester e Berlino. Sono loro i Bad Seeds (nome rubato all’EP berlinese dei Birthday Party), presenti su questo primo disco solista di Nick Cave come “featuring” e invece parte integrante del diabolico progetto Caveiano, tanto da assumere la connotazione Nick Cave and The Bad Seeds già qualche mese dopo.

From Her to Eternity è quindi il sacco dell’uomo nero.

Provate ad infilarci le mani, se siete coraggiosi.

E poi provate a guardarvele, una volta tirate fuori.

From Her to Eternity è un disco di grumosi e grotteschi blues e di pesanti allegorie.

È lo snodo che, senza rinnegare il recente passato, lascia presagire le pesanti nubi che graveranno sui tratti salienti della scrittura e della poetica di Nick Cave.

La più ingombrante di tutti è il peso perenne del peccato.

Nick Cave è l’Adamo del Ventesimo Secolo.

In continua fuga da se stesso.

In perenne conflitto con la sua anima e le chele dei suoi rimorsi.

In un costante ed ininterrotto bisogno di perdono.

A Box For Black Paul e Well of Misery sono sintomatiche di questa necessità e di questo tormento.

C’è quindi la nube del sangue e del raccapriccio, dell’amore/morte che verrà raccontata come una Spoon River maledetta su Murder Ballads, anni dopo.

Qui è raccontata nel primo pezzo indimenticabile della discografia di Cave, quello che ne intitola l’intero album. Desiderio di possesso che lentamente trasfigura in voglia omicida.

Poi ci sono gli altri tormenti che, soprattutto nei primi anni della sua carriera, scavano con la fredda tenacia di un’ossessione malvagia il ventre scheletrico di Nick e ne costituiscono le sue prime influenze: il blues, Elvis, l’alcol, Cohen, il Vecchio Testamento, Conrad. Sono questi gli spettri che si agitano tra le pieghe di Avalanche, Saint Huck, In the Ghetto, The Moon Is in the Gutter, Wings Off Lies e sul ponte del battello di Cabin Fever! e che cominciano ad infestare la casa maledetta dei Bad Seeds finendo per sbarrare la strada ai meno audaci. 

 

 

                                                                                    Franco “Lys” Dimauro   

Fromhertoeternity

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