JOE STRUMMER AND THE MESCALEROS – Global a Go-Go (Hellcat)

Il migliore album dello Strummer post-Clash esce all’alba degli anni Zero mettendo finalmente a fuoco le intuizioni di Sandinista! e Combat Rock e aggiornandole secondo le prospettive terzomondiste che il successo planetario di Manu Chao ha reso attuali e popolari. Rispetto alla fisionomia occidentale del primo disco dei Mescaleros, Global a Go-Go sfoggia un vero e proprio carnevale strumentale con un ampissimo uso di strumenti a percussione, mandolini, violini, strumenti a fiato abbinati a un uso pacato ma per nulla accessorio dell’ elettronica e dei riverberi (loop, sequencer, drones, camera d’eco).

Un album di una bellezza umile ma nondimeno trionfante, ben riassunta nel pezzo che intitola l’album, con la voce di Joe che riesce davvero a toccare ogni nostra corda emozionale contrappuntata dai cori di Roger Daltrey.

Strummer che diventa un ragazzo di Kingston.

Un ragazzo di Bahia.

Un ragazzo di Santiago.

Un ragazzo di Mogadiscio.

Un ragazzo delle favelas.

Un ragazzo delle bidonville.

Un ragazzo delle banlieue.

Circondato da cinque buskers che suonano sognando il verde dell’Irlanda o il giallo oro del Brasile, sfilando sui carri dell’ultimo carnevale giamaicano di Strummer.

 

 

                                                                                         Franco “Lys” Dimauro

 

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