MALE BONDING – Nothing Hurts (Sub Pop)

Chi ci sente dentro i Dinosaur Jr., chi gli Hüsker Dü, chi i Nirvana, chi i Sonic Youth.

Cazzo, mi dico, vuoi vedere che è arrivata l’indie-band definitiva e me la sto perdendo?

Così contatto il distributore locale che provvede ad inviarmi un file con la zip, come i jeans Carrera.

Estraggo i file, proprio come si fa col pisello dalla lampo, e ascolto.

Parte il primo pezzo e mi sembra di sentire i Flatmates di Happy All the Time.

Poi è la volta di All Things This Way ed ecco affiorare i Vaselines di Dying For It.

Va be’, mi dico… tutto sommato anche Kurt Cobain aveva un’ossessione per Frances McKee…in fondo si tratta solo di preparare il terreno.

E invece Your Contact, il pezzo successivo, suona come se le Shop Assistants eseguissero lo Spiral Scratch dei Buzzcocks.

Il gioco è scoperto: nessuno ha ascoltato Nothing Hurts. O, chi lo ha sentito, lo ha fatto facendo altro. Perché il disco scorre si pieno di riferimenti, tanti: Tall Dwarfs, Velocity Girl, Wipers (l’uso stratificato delle chitarre), Pastels, Starfish (gli hook melodici), Pains of Being Pure at Heart, Flaming Lips (le armonizzazioni vocali), Vivian Girls…ma non c’è traccia di quei pachidermi che fecero la storia del rock Americano degli anni Ottanta e Novanta, del suono della SST o della vecchia scuola Sub Pop per capirci.

Piuttosto tanta roba inglese anni Ottanta post-Psychocandy rivista, quando occorre (T.U.F.F., Pumpkin), con qualche frastagliata slabbratura post-hardcore.

La solita storia del pop infilato dentro il Bimby assieme alle chitarre raunchy e alle fragoline di bosco insomma. Perfettamente innocuo per chi aveva già dato per spacciati i Jesus and Mary Chain con l’uscita di Some Candy Talking. Per chi allora invece non era ancora nato, ovvero quella fetta di mercato dei ventenni di oggi cui Nothing Hurts si rivolge e che è la stessa che oggi si svena per gruppetti come Crystal Stilits o Dum Dum Girls, il debutto dei Male Bonding si veste di evento.

Ma delle tossine che si rovesciavano fuori da Bleach, Bug, Metal Circus o Bad Moon Rising, per carità di Dio, qui non è rimasta nemmeno una molecola.

 

                                                                                                          Franco “Lys” Dimauro

male-bonding-nothing-hurts.jpg

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