AA. VV. – CBGB’s and the Birth of U.S. Punk (Ocho)

Tra le pagode votate al culto del rock ‘n roll il CBGB’s di Hilly Crystal fu quella che, più di tutte, può essere eletta a simbolo di un’intera epoca. Fu tra quelle mura schiacciate dal peso del Palace Hotel, al 315 della Bowery newyorkese che si consumò la stagione più fertile del punk della Grande Mela consegnando alla storia nomi come Blondie, Ramones, Dictators, Television, Talking Heads, Heartbreakers. Insomma, la gentaglia che conoscete.

Gente che su quel palco e tra le macerie graffitate di quei cessi pensava più a spaccarsele che a farsele, le ossa. E che non necessita di nessun preambolo.

CBGB’s and the Birth of U.S. Punk è un tributo non tanto alla sua storia ma soprattutto alla sua “idea” di rock ‘n roll: eccessivo, sboccato, esplicito, potente. Eversivo.

È quindi naturale che dentro non ci sia solo quella Blank Generation che imbrattò realmente di sangue e sperma quelle mura ma un po’ il succo orgasmico di quello che è stato tutto il punk americano: Pere Ubu, Stooges (con una primitiva version di Shake Appeal a suo tempo pubblicata su Bomp!), Sonics, Dead Boys, 13th Floor Elevators, Seeds, Electric Eels, Dead Kennedys, ecc.

Bellissima la versione originale di Judy Is a Punk e commovente la bella foto di Joey Ramone che sovrasta le nostre vite, giovane per sempre.

 

Franco “Lys” Dimauro

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