HELL ON WHEELS – There Is a Generation of Handicapped People to Carry On (Nons)

Adoro i dischi minuscoli.

Quelli che nessun hype giornalistico ti obbliga a farti piacere ad ogni costo.

Piccoli.

Così piccoli da non poter celare nessuna cocente delusione. Infinitesimali, tanto da poterli mettere in tasca e sgranocchiare mentre naufraghi tra le vie del centro o ti dirotti sugli scaffali di un ipermercato qualsiasi.

Talmente minuti e piccolini che riesci a mantenerne il segreto.

Che ti chiedono che gruppi ti piacciono e stai lì a fare i soliti nomi (i presenzialisti che stanno sulle pagine delle riviste e sono più dannosi delle scritte Coca Cola mentre guardi la partita di calcio) e ti sfugge sempre quello lì, nonostante quel disco ti giri in testa da settimane. Con decisione ma senza la prepotenza di quegli altri, dei dischi grandi.

La tenacia composta e con vuoto a perdere che è propria dei minuscoli. Appunto.

Piccoli, teneri e burloni, così te li immagini gli Hell on Wheels, spiritelli allegri come i lillipuziani che scalavano la montagna di carne di Gulliver, come i sette nani che spiavano il sonno di Biancaneve o come i piccoli gnomi che popolano le fantasie e le notti degli elfi. Sia come sia, questo minuscolo disco è un gioiellino pop come non ascoltavo dai tempi (migliori) dei Violent Femmes.

Come il trio di Milwaukee gli Hell On Wheels si divertono a suonare bizzarri e ciondolanti, con un analogo approccio slabbrato ad una tradizione musicale che è certo distante e che tuttavia sembrano maneggiare con una naturalezza celestiale. La voce di Rickard è simile a quella di Gordon Gano come pure a quella del giovane Jonathan Richman e certe andature sono accostabili proprio a quelle un po’ sbilenche delle Donne Violente o dei Pixies meno pirotecnici. Un esordio fulminante e geniale già dal titolo che non si fa bandiera di nessuna rivoluzione se non quella di regalare tre quarti d’ora di canzoni intelligenti e accattivanti come poche. Trovatemi qualcuno che negli ultimi 5 anni sia riuscito a fare altrettanto e vi regalo 1/5 della mia discoteca. Trovatemi un altro disco che abbia dentro canzoni come The SodaPeople to CarryWhat Is the Influence?Power Bubbles o If I Could Hear Your Heart e vi lascio il mio posto su queste pagine. Attenti ai dischi minuscoli. Te li scordi in qualche cassetto e quando li ritrovi dopo anni sono ancora lì a folleggiare dentro il perimetro della tua stanza, e non riesci ad acciuffarli manco a morire.

 

                                   Franco “Lys” Dimauro

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