LEANAN SIDHE – Blue and Gold (and Magic Yellow) (Spittle)

La politica promozionale di Good Fellas da qualche anno non è delle migliori, scegliendo la complicità di firme “amiche” piuttosto che il rischio della recensione mancina, ma l’idea di togliere polvere dal catalogo Spittle tornando sullo storico passato del “rock italiano” non è davvero da buttare. È così con somma gioia che mi ritrovo ad ascoltare 20 anni dopo (!!!) i Leanan Sidhe. Cazzo, mi dico, allora non è vero che tutti se ne sono scordati, nonostante il libro Anni di Musica dedicato alla scena toscana non li abbia sfiorati nemmeno di striscio!
Io i Leanan Sidhe li conobbi per caso, grazie a Giulio Tedeschi e ai suoi “pacchi regalo” firmati Toast. Ash Grove Primroses, questo il titolo di quel mini qui infilato assieme al secondo e ad un paio di inediti, non poteva non rapirmi, visto che proprio due settimane prima ero rimasto incantato dalla psichedelia increspata e liquida dei Breathless. Qualcosa di sciamanico aleggiava in quello sgranarsi di arpeggi folk intinti nel delay, in quel torbido bucolismo post-punk che lasciava riposare la testa di Ian Curtis sul guanciale morbido e deforme di Syd Barrett. I Leanan Sidhe toglievano l’àncora dalla carcassa della new-wave e facevano andare in alto quel vascello carico di muffe dark. Onore al loro tragitto verticale.

Franco “Lys” Dimauro

R-1503628-1328833442

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