SKY SAXON AND THE SEEDS – Red Planet (Jungle)    

Fra i tanti superstiti della stagione d’oro del rock psichedelico Sky Saxon resta il leone in grado di zittire tutti col suo ruggito continuando a produrre dischi di assoluto valore. Non sfugge alla regola nemmeno questo Red Planet che, ovviamente, ricicla a dovere lo stereotipo del classico suono dei Seeds circolare e ripetitivo (culminando nell’apice della rilettura taroccata di She‘s Wrong camuffata di Let Here Sing). Pezzi come Cracking Ice e Uncertainty sono ancora in grado di far sbiadire il completo corvino di Rudi Protrudi e di istigare al crimine bands come Worst o Ultra Five. E che dire del girotondo psych di Cynical Watcher Mr. Peep? Sregolatezza e genio, non appiattimento creativo. Anche se si sarebbe potuto evitare di ripetere la formula un paio di pezzi dopo… Magari ci saremmo volentieri risparmiati la ballatona un po’ melensa di Sweet Fragrant Melodies ma questo è un neo che non sminuisce il valore di Red Planet. Definitivamente, dopo le mie cocenti delusioni siglate John Kay, MC5, Creation ed Electric Prunes, un disco che mi fa pensare come non tutti i reduci debbano avere necessariamente subìto danni permanenti alla corteccia celebrale.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

R-2839576-1303406345

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