KILLER KLOWN – Born to Rock!!! (Area Pirata)

0

Giri il mondo, seduto sulla tua cazzo di piattaforma Myspace, alla ricerca di chissà quale diavolo di grande band e poi scopri che praticamente ci stai seduto sopra.

I Killer Klown sono italiani (stavo per scrivere orgogliosamente italiani, ma chi oserebbe più esserlo, oggi? NdLYS) e suonano con l’acqua alla gola, come se davvero fossero nati solo per questo. Born to Rock!!! è una letale iniezione di rock marcio e bastardo, come quelle che si praticavano negli ambulatori di Ann Arbor e Sydney o nello studio privato del Dr. Koizumi, a San Diego. Chitarre che macellano il rock ‘n roll, nella follia idiota di una risata assassina senza nemmeno togliere via le ossa. Perché in effetti nulla è da buttare in questo nuovo disco della band piemontese.

Bello il livello di gain sulla chitarra solista, così intrinsecamente detroitiana, belli i solchi dell’organo che danno un taglio garage ai pezzi senza tuttavia soffocarne lo spirito più duro, belle le sincopi di Love Is a Fart che spezzano l’implacabile marcia ritmica della batteria, bella anche la ghost track nascosta che, pur nella sua registrazione sorda sembra il rigurgito di un qualche vecchio concerto degli Eyes.   

Mettetelo nel cestino della merenda, vi dovesse venire fame.

 

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

killer klown

Annunci

IDOL LIPS – Scene Repulisti (Nerdsound)

0

Non si può conoscere tutto, e infatti gli Idol Lips non li conoscevo.

Però di copertine con brutti musi incorniciati da occhiali neri e cravattino d’ordinanza ne ho pieni gli scaffali e ho scoperto che non sempre c’è da fidarsi.

Perché anche in campo tutte le squadre scendono in divisa ma non tutte offrono un bello spettacolo, soprattutto se vengono dalla zona promozione.

Dopo diciottomila e passa dischi posso permettermi il lusso di non fidarmi insomma. E infatti non mi fido.

Ma se una band decide di inviarmi un disco, il minimo è ripagarli con un ascolto, magari distratto. Così dopo qualche giorno, tra una minchiata qualsiasi della Warner, un deprimente James Blake, una ristampa Sundazed e qualche discreto dischetto garage punk, infiocino Scene Repulisti e lo infilo tra le grandi labbra del mio stereo. Non sborro subito, perché ormai ho appreso le strategie tantriche e, come Sting, scopo con la stessa partecipazione dei consiglieri comunali durante le sedute consiliari del dopo cena. Però il piacere arriva uguale.

Scene Repulisti odora di lacche, solventi, colla e aerosol e riecheggia di vecchi concerti al Marquee e allo CBGB‘s. Sleazy rock ‘n roll dai jeans attillati con tutte le figure votive che il genere impone, da Johnny Thunders a Stiv Bators, da James Williamson a Rik L. Rik, da Jeff Dahl ad Euroboy, da Sylvain Sylvain a Johnny Ramone sistemate al posto giusto a macinare power chords con le chitarre appoggiate al ginocchio destro. È questo l’immaginario decadente dentro cui si muove la musica degli Idol Lips, una genuflessione al Dio del rock ‘n roll perdente, ma con la testa china che nasconde una linguaccia da teppistelli.

Quanto al resto, non c’è bisogno che ripuliate la scena.

C’è sempre meno gente che sporca, in questa Italia dove i vecchietti fanno la differenziata e l’ecomafia i grandi affari.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro  

idol lips - scene repulisti