THE LORDS OF ALTAMONT – Lords Take Altamont (Gearhead)    

Nati esattamente trent’anni dopo l’infausto raduno di Altamont che ne ispirò moniker e attitudine, i Lords of Altamont festeggiano oggi quindici anni di attività con un album altamente celebrativo che vede la band di Los Angeles alle prese con quattordici brani estrapolati dalla scaletta di quel famoso concerto, quello in cui venne infranto per sempre l’imene che custodiva la presunta verginità del rock ‘n roll.

Il disco è dunque un incredibile excursus nella biosfera del rock ‘n roll più sanguigno, nella più classica e virile tradizione dei Lords, riuscendo a farmi piacere anche i Jefferson Airplane una volta averli trascinati nella scura cantina degli Spiders di Alice Cooper per seviziarne il corpo.

Se le rendition di Stray Cat Blues e Gimme Shelter rimangono perfettamente fedeli alle stesure originali, il resto della scaletta (compreso il country da fattoria dei Flying Burrito Bros e la Piña Colada acida dei Santana) viene piegata, con la cattiveria dovuta, al classico suono della band, in grado di fondere o alternare il garage punk più sinistro con il Motor City Sound che sgorgava da Detroit proprio in contemporanea con il sangue versato ad Altamont, in agguato sul mondo.

Gli Dei adesso si riprendono Altamont.

Dopo averla lasciata in mano al Diavolo per quarantacinque anni.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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