COLDPLAY – Ghost Stories (Parlophone)  

Per il sesto disco della carriera i Coldplay decidono di raccontarci storie di fantasmi.

Un disco autobiografico, quindi.

Un album che simbolicamente va dunque oltre il punto morto degli ultimi dischi della formazione inglese dove si infieriva ripetutamente sulle salme sia pur rinsecchite delle belle canzoni dei Coldplay che furono.

Polverizzata quella materia che conservava in qualche modo una forma, seppur esanime, di quello che erano stati i Coldplay vivi di Parachutes e A Rush of Blood to the Head, ciò che rimane sono ectoplasmi annoiati che abitano stanze che puzzano di lenzuola ingiallite e che non fanno ne’ paura, ne’ orrore.

Scivolano e si lasciano guardare, in un ultimo, goffo tentativo di saziare il proprio narcisismo.

Non hanno corpo.

Non fanno ombra.

Non ispirano sorrisi e non cagionano lacrime.

Stanno sospese nella dannazione eterna di non essere ne’ vive, ne’ morte.

Il cielo è pieno di stelle.

Poi qualcuno toglie la trapunta e Chris Martin resta a guardare il nulla.

Anche la Luna è andata via, ripiegata nell’angolo stipato del cambio stagione.

Qualche fesso rimane a fissare il dito.

 

 

Franco “Lys” Dimauro

 

Annunci

2 thoughts on “COLDPLAY – Ghost Stories (Parlophone)  

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...