THE TELESCOPES – Third Wave (Double Agent)

La fatica spesa nel procurarmi una copia di questo disco dei Telescopes è stata ampiamente ripagata dagli inediti dieci movimenti sonici di Third Wave. Siamo musicalmente molto distanti dai tipici mantra rumorosi dei Telescopes di Taste, anzi in una situazione sonora diametralmente distante. Al posto di un assalto sonoro all’arma bianca tagliente e spudoratamente figlio del feedback più assassino, 3rd Wave vive di un suono pastoso, pneumatico, avvolgente. trombe sordinate, loops e pattern ritmici, architetture di tastiere analogiche, semplici giri di piano contribuiscono a creare un disco mantrico, dall’impatto quasi ambient che si diletta a ricamare sulla ripetitività e reiteratività delle soluzioni sonore traducendole in una sorta di psichedelia new age jazzata e onirica. Qualcosa che viaggia a metà strada tra il trip hop, la psichedelia liquida degli Spiritualized e una soundtrack di Henry Mancini, se riuscite a lavorare di fantasia. Si tratta in pratica, malgrado la formazione sia rimasta praticamente immutata rispetto a quella ultrarumorosa del periodo storico e identico il moniker, del disco di un’altra band o comunque di un disco anomalo, un gorgoglio elettronico che riempe come bario le tracce dei vortici disegnati a suo tempo dalle raffiche di feedback dell’epoca “storica” del gruppo inglese. Third Wave è un autentica astronave psichedelica di una bellezza straziante.

 

                         Franco “Lys” Dimauro

 

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