THE PRIME MOVERS – Sins of the Fourfathers (Detour)

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Era dovere recuperare il primo e migliore dei tre parti dei Prime Movers, gruppo di raccordo tra i Prisoners (la più GRANDE mod band degli Eighties) e i Solarflares che ne sarebbero stata la diretta evoluzione una volta sanati i conflitti coniugali di Graham Day che ne causarono l’impagabile scomparsa.

La ristampa in CD e LP di Sins of the Fourfathers curata dalla Detour ripropone l’originale missaggio dell’edizione inglese. Andate a riascoltare la vostra copia e se ci trovate, stesa sopra come se suonasse su un Karaoke, la tastiera sovraincisa di Fay (moglie di Graham, NdLYS) su tutte le tracce, concedetevi di riscoprire il suono dell’originale stampa su Cyanide.

Dentro ci troverete quello sporco hard ‘n soul che ce li fece amare, perfetto incesto tra Small Faces e Jimi Hendrix e che certa critica dovrebbe riascoltare prima di incensare alcune porcate di oggi come rivoluzionarie.

 

Franco “Lys” Dimauro

 

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HANDS OF TIME – I Am a Hideous Monster (Off the Hip)

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Ian Wettenhall fu, durante la seconda metà degli ’80, il bassista di una delle più grandi ma dimenticate bands sixties-oriented australiane, ovverosia i Philisteins e ora divide il suo tempo tra gli Stoneage Hearts e questi Hands of Time che sono, delle due bands, quella più canonicamente votata al recupero garage-punk nella sua accezione più pura. Vale a dire: classico sfoggio di strumentazione vintage, atteggiamento depravato in stile Gravedigger Five, cover songs assortite (Fight FireYour Body Not Your SoulAction Woman In the Past quelle prescelte per l’occasione), originali in stile.

Il risultato è comunque più vicino a un album come Horror Stories dei Dwarves che a capolavori neosixties come, che so, Stop! dei Chesterfield Kings o Inside Out dei Miracle Workers e quindi l’effetto che se ne ricava all’ascolto è quello di avere a che fare con una caricatura del genere piuttosto che a una sua fedele reinterpretazione e francamente non so quanto questo sia voluto o meno.

Ho però la sensazione che nonostante la band abbia la capacità di scrivere buone canzoni come The Fish Song e, soprattutto, Another Fok in the Road, manchi loro la capacità di messa a fuoco per poter realmente colpire chi ha già le orecchie addomesticate a questi suoni.

 

Franco “Lys” Dimauro

 

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