AA. VV. – Let’s Dig ‘em Up # 2 / # 3 / CD Edition (No Tyme)

Ahhhh! Ficcare il culo su una macchina del tempo, annodare cinghie e cinture, mani serrate sui braccioli, azionare il reotomo, chiudere gli occhi e trovarsi di colpo in piena orgia sixties.

La Sunset Strip brulicante di vita!

Infilarsi di corsa nel record-store giusto e arraffare tra gli scaffali quelle pillole di vita grandi sette pollici!

Una scorta da portare a casa per poter viaggiare ogni volta se ne senta l’esigenza!

Le Let’s Dig ‘em Up sono questo. Una fottuta macchina del tempo.

Maledetto, attraente e seducente gioco che sollecita la nostra memoria e ci fotte il cuore.

Sono i sogni della My Generation che diventano realtà, il rock ‘n roll che si uccide per non diventare vecchio.

Dopo gli scavi dello scorso anno gli archeologi della No Tyme Rds. sono tornati a scavare e hanno riportato alla luce del sole altre sfavillanti gemme di fragoroso garage punk.

The Count Game è una ipotetica battle of the bands fra otto college bands americane e il resto del mondo. Se riuscite a decretare i vincitori fatelo, io ci rinuncio.

Di certo posso dirvi solo che canzoni come Smoke Rings dei Gants, l’enorme Be In dei Serpents Noir, la Jezebel degli Heralds di Johnny Kendall o Amour Limits Zero di Eric Charden sono l’essenza assoluta del beat punk dei Sixties. Folle non possederle.

Ancora meglio, se possibile, fa il terzo volume intitolato Don’t Put Me On, non fosse altro perchè contiene una delle più belle canzoni di tutto il 1966 (e, attenti, parlo del ’66 come dell’anno X del garage punk americano, NdLYS): Up So High dei What’s New. Folle folk screziato di garage punk. Maniacale, perverso, assolutamente sconcio. Fate un inchino al genio di questi quattro ragazzi e passate oltre, a scoprire diamanti grezzi come la Heart made of soul degli Underground Balloon Corps o gli incredibili Riders of the Marks o ancora le due perle degli Hard Times di San Josè che chiudono le due facciate del vinile.

Per chi voglia esimersi dal piacere orgiastico di rigirare tra le mani questi vinili e le splendide copertine che le racchiudono, la No Tyme “tasta” il mercato del digitale con la “CD Edition” delle sue raccolte. Folle il tentativo di raccogliere “il meglio” quando il livello è così alto ma Nicola Compagnini prova a scegliere 24 tra le gemme che affollano i tre volumi di pasta nera rendendo l’acquisto comunque obbligatorio con la furba scelta di aggiungere sei bonus tracks. E che bonus tracks, signori!!!!

I Can’t Get Through You degli Outcasts in particolare è una sborrata beat punk come poche, mentre i polacchi Polanie ci crivellano addosso un beat rigoglioso di organo con classe inarrivabile.

Ora toglietevi il cuore e piantatelo qui.

Seppellitelo nell’orgia turbinosa di mille gracchianti, rovinose pepite beat.

Qua, nel buco nero dei SEXties!

Franco “Lys” Dimauro

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