CCCP FEDELI ALLA LINEA – Canzoni Preghiere Danze del II Millennio, sezione Europa (Virgin)  

0

La babele di citazioni e di musiche circumnavigate con Socialismo e barbarie viene rielaborata sul successivo Canzoni Preghiere Danze del II Millennio, sezione Europa. Un disco molto critico verso se stessi, verso lo scenario politico e cattolico, verso il proprio pubblico ma anche appesantito da una produzione che snatura la musica del gruppo e fa scempio di altre pagine storiche del primo repertorio (B.B.B. o Svegliami! ad esempio) affogandole in una brodaglia di tastiere e artifici da studio che ne fanno un maldestro tentativo di “vendere” la musica dei CCCP sul menù a-la-carte del mercato pop. 

CPDIIM, sez. E è un disco musicalmente debole ma serve per attuare l’ultimo “assalto” dei CCCP: da un lato la presenza di un’altra invocazione cattolica come Madre  e la scelta di una copertina dal forte simbolismo sacro “sdogana” il gruppo verso il pubblico credente italiano, con tanto di intervista su Famiglia Cristiana, dall’altra la chiusura del disco affidata a Fatur e Annarella Giudici lascia intendere che le due figure teatrali che prima erano state di “corredo” alla musica dei CCCP, hanno adesso un loro ruolo da protagonisti all’interno della vicenda.

La sovraesposizione che ha investito la band emiliana li rende bersaglio fin troppo facile di “fedeli” che si sentono derubati del loro gioiello alternativo.

Critiche cui Ferretti risponde in prima persona sull’invettiva di Fedele alla Lira?, facendo sua (e rilanciandola come un boomerang) proprio l’accusa che veniva mossa loro da un fan disilluso dalle pagine di Rockerilla.

Di fatto, del radicalismo lapidario degli esordi (che risalgono però già a otto anni prima) non è rimasto nulla dentro questi CCCP Fedeli alla Linea.

La necessità di scavalcare il recinto del punk, già manifestata due anni prima, si fa qui ancora più evidente.

CPDIIM, sez. E è il documento, seppur trascurabile in termini artistici, di una transumanza necessaria ed imprescindibile alla ricerca di nuovi pascoli.

Un ultimo viaggio sull’Orient Express con il Ferretti che intona dai finestrini carichi di cenere e pioggia le uniche cose che è sempre riuscito a cantare: salmodie religiose e canti alpini e i suoi compagni che mettono in piedi un insolito cabaret di arie mediorientali, punk consumistico, slogan elettorali, balli caraibici per alcolisti anonimi.

Canzoni, preghiere e danze, insomma.

Senza proclami e senza giubilei, come dice Ferretti su Brucia Baby Burn.

Ma, soprattutto, senza barbarie.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

Cccp - canzoni preghiere danze del ii millennio - front

Annunci