THE ATTENTION! – The Attention! (Screaming Apple)

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Grandi vibrazioni dall’Austria!!! Li aspettavamo al varco, dopo le ottime impressioni al concerto di inizio anno allo Shindy di Bassano ed ora eccoli qui col loro primo full-length.

Il nome è già un avviso da non prendere sotto gamba.

Beppe Badino, che è un artista della parola, vi parlerebbe di iridescenze freak e argentee vibrazioni soul dentro un sommergibile giallo che naviga nel mare psichedelico. Io che non ho questa abilità vi dico che il disco di esordio degli Attention! è una delle migliori raccolte di beat moderno ascoltate quest’anno.

Un disco superlativo, con le radici ficcate nelle zolle di Animals, Los Salvajes, Eyes e Primitives e i rami che sfiorano le fronde sempreverdi dei primi Creeps e dei primi Mainliners, tanto per restare col culo in Europa.

Un sound ispido e capellone.

Una di quelle robe che, se hai un cuore, se lo compra.

Con un suono fitto fitto di handclapping, armoniche blues e cembali che scorrazzano su questi rigogliosi cespugli di beat con un piede nel blues, uno nello yè-yè e uno nel soul. Cosa dite? Ho sbagliato a contare i piedi?

Non direi. Voi provate a mettere su il disco, vedrete che una terza gamba spunta pure a voi.

 

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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AA. VV. – Flipper Psychout (Vampisoul)

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La Flipper Music è una Music Bank italiana.

Del tipo, voi ci mettete il film, e loro vi ci mettono la musica giusta.

Presa dal suo sterminato catalogo o creata apposta per l’occasione.

La Vampisoul è invece un’etichetta madrilena che da otto anni è alla ricerca delle musiche più esotiche del mondo. Da tutto il mondo, dalla Nigeria al Perù.

Autentici scrigni magici dove, una volta infilate le mani, stai sicuro che tiri su qualche pietra preziosa.

Questo volume ad esempio, messo su scavando negli archivi della Flipper, ne è pieno. Tutta roba che va dal 1969 al 1975. Tutta la tecnologia della musica elettrica di quegli anni messa al servizio delle musiche per film.

Distorsioni, wah wah, fuzz, moog, leslies, nastri e amplificazioni valvolari per ventisei vignette tra cui la migliore è quella di (ci credereste? NdLYS) Amedeo Minghi: quella Lustful che i più fortunati hanno già assaporato sulla raccolta della Primrose Music dello scorso anno e che è un nodo scorsoio di chitarra fuzz e flauto di pan e che qui fa benissimo il paio con la Omifarius di Roberto Conrado, altro pezzone da novanta. Non nel senso dei gradi ma del petardo. Anche se, usato durante un amplesso doggy style devo dire che funziona eccome, come tutto il resto del disco. Certo, dipende da quanto durate.

Io non vado oltre la prima facciata.

Anche perché poi mi alzo e vado a girare il disco.

Una figata pazzesca, altro che Arcade Fire.

                                                                                          Franco “Lys” Dimauro

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