AVVOLTOI – Amagama (Go Down)

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Con il solo Moreno Spirogi nel ruolo di depositario storico della sigla, riecco scendere in picchiata gli Avvoltoi, a quasi trent’anni dal primo volo.

Concluse le celebrazioni per il venticinquennale del disco di debutto documentate su Live at Sidro e che hanno dato occasione al nuovo assetto del gruppo di potersi oleare a dovere, ecco dunque il nuovo disco degli Avvoltoi.

Amagama non tradisce le attese e si integra perfettamente nel lessico musicale della band emiliana.

Che è il linguaggio essenziale ed immediato del beat e del dopo-beat italiano rivisto secondo una versione adulta e personale che sconfina quasi con la musica d’autore. La scaletta di Amagama è dunque la migliore allestita fin qui dal complesso italiano, ben equilibrata tra beat trascinanti (il trittico Uomini fantastici/Isabel/Federica è una vertigine di organi e chitarre che può convincere anche i più scettici, così come la cover di Eh Eh Ah Ah è tra le più brillanti mai scelte dalla formazione) e angoli più meditativi (paradossalmente, ma neppure poi tanto, se ne avete seguito per intero le vicende artistiche, quelle scritte da Dome La Muerte).

L’effetto nostalgia delle primissime produzioni è completamente svanito, lasciando il posto ad una scrittura ossequiosa al passato senza esserne prigioniera, ricca di quella sicurezza che gli anni e la memoria ci donano.

Amagama è il qui ed ora di una band che ha scelto di esserci amica.

Probabilmente per sempre.    

 

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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