TRIPSICHORD – Tripsichord (Akarma)

0

Bisogna immergersi tra i flutti spumosi della San Francisco della Summer of Love per tirare fuori i relitti dell’imbarcazione Trispichord. Guidato dalle mani sapienti del nostromo Matthew Katz (già timoniere manageriale di filibuste come Moby Grape e Jefferson Airplane, NdLYS), il vascello Tripsichord si inabissò troppo velocemente per lasciare un segno meno labile sulle mappe nautiche di quella favolosa stagione, eppure questo loro diario di bordo è uno dei pià affascinanti e vibranti dell’epoca: le chitarre intrecciate all’organo elettrico di Oliver McKinney creano puro delirio orgiastico, sinuoso e pulsante sia nelle nove tracce della tiratura originale che nelle cinque bonus trafugate dalle stive del vascello per questa ristampa. Tra le quali si eleva la bellissima trama hard di You’re the Woman.
Un capolavoro di acid rock acceso e fluorescente. Se mi è lecito, una delle migliori ristampe dell’anno.

                         Franco “Lys” Dimauro

tfc

ERIC WOOD – Illustrated Night (Appaloosa)

0

Sopravvissuto a un terribile incidente d’auto, Eric Wood riapre gli occhi ma le buche della sua mente sembrano enormi dirupi sul nulla. Eppure, come nelle favole, scopre il dono di saper trascrivere su un pentagramma quei piccoli flashes al fosforo che illuminano la sua mente.
Riabilitato ormai quasi del tutto, eccolo ora donarci questo disco dotato di un garbo struggente e discreto, poggiato su languori jazz alla nicotina e pastosità sudamericane ma allo stesso abbarbicato sull’anima come un blues infinito. Quella illustrata da Eric è proprio una una notte splendida, punteggiata da un tappeto di stelle tremolanti su cui è bello affacciarsi, sporgendosi dal davanzale del proprio cuore affamato. Il suo chitarrismo ha un taglio discreto e il suo vocalismo il timbro duttile che riconosciamo come un fraterno abbraccio quando Robert Wyatt o Jeff Buckley ci vengono incontro, capace come loro di toccare corde nascoste sottopelle seguendo traiettorie trasversali, serpeggianti e sinuose.
Evitati i facili calcoli della melodia ed effetto immediato, le musiche di Eric si muovono morbide tra le maglie di un suono intimo, perfetto per fare l’amore con la propria anima prima che col corpo di qualcun altro.
Intinge il dito nel fumo del jazz e lo fora col colore pastello di un accento brasiliano, Mr. Wood, prima di vederlo evaporare nella densità scabrosa di un’aria latina come una bolla di sapone.
Ogni uomo ha un blues da piangere. Ma qualcuno più di qualcun altro.

Franco “Lys” Dimauro

appaloosa-136.jpg