DEAD BROTHERS – The 5th Sin-Phonie (Voodoo Rhythm)

0

Tra le bestie più bizzarre del circo trash della Voodoo Rhythm ci sono certamente loro: i Dead Brothers. Morti viventi stravaganti e necrofili che hanno messo su un’orchestra per funerali e che hanno accolto le spoglie di Lux Interior traghettandole amorevolmente fin sotto il piede caprino di Lou Seefer.

Fanno dischi che non fanno sorridere. Manco un poco.

Sono bare in processione, in un corteo macabro di tube e drappi funebri.

Marce sghembe, sempre caracollanti, caduche e malferme.

A volte visibilmente zoppe, claudicanti e alticce come quelle di un Tom Waits gotico fermo all’ingresso del cimitero di Spoon River. 

Stavolta scorrono pure quelle di Bela Lugosi, secondo il memoriale gotico dei Bauhaus, e quella di John Peel, avvolta nella bandiera irlandese degli Undertones di Teenage Kicks. La canzone della sua vita. E ora, quella della sua morte.

 

                                                                     Franco “Lys” Dimauro

index

THE LITTER – Distortions (Warick)  

0

I primi pezzi da soli cominceranno a scriverli solo l’anno successivo ma è con le distorsioni e le cover del debutto che i Litter entrano nella storia del rock, con buona pace di Scaruffi e di tanti altri detrattori.

Sono in buona parte canzoni che Jim Kane raccoglie dalla collezione di dischi importati dall’Inghilterra che un suo amico di quei giorni elettrici custodisce come tesori e che egli impone agli altri come palestra settimanale per gli incontri in cantina. Il “resto”, che è poi l’ariete con cui la band sfonda la porta già semichiusa del garage punk (l’album esce storicamente in ritardo rispetto ai dischi-chiave del movimento), sono due brani composti dal loro produttore Warren Kendrick e incisi in comproprietà con gli Electras.

Action Woman e Soul Searchin’ (così come Dirty Old Man, altro pezzo Kendricksiano inciso dagli Electras) sono l’epitome di tutto il concetto della musica punk degli anni Sessanta, con tutto il suo carico di rumore, di irrequietezza e di carica misogina davanti la cui ombra anche le cover degli Who o la versione per voce filtrata e distorsioni a go-go di I‘m a Man sembrano indietreggiare. 

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro  

distortions