THE MAHARAJAS – A Third Opinion (Low Impact)

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A Third Opinion conferma la Svezia come erede e custode del miglior suono neogarage. Se H-Minor era un disco immerso nella dimensione più malinconica, mesta, intimista del suono anni ’60, Unrelated Statements aveva celebrato il ritrovato il vigore r ‘n r dei giorni migliori per Jens Lindberg. Questo nuovo albo è, come quello, un disco molto “bilanciato”. Se infatti resta traccia di quel suono malinconico che tanto ha affascinato Jens negli ultimi anni (Flying, Sunday Girl, Night Has Come Today) ad esplodergli accanto sono alcune delle più belle garage songs dell’ultimo decennio come I‘m Crackin’ Up, A Girl Instead of Me o Since You‘ve Been Away. Completo, sfaccettato, dinamico. Da quanto non ascoltavamo dischi così? Pensateci, quando vi rifileranno l’ultima pacchianata sotto l’effige del rock ‘n roll.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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SLUGS – Slugs (SuperLove)    

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In un mondo perfetto gli Slugs potrebbero rischiare davvero di dominare le charts. Non quelle di qualche sfigato rock show di provincia, piegate al gusto di oscuri speakers divenuti idoli di minuscoli gruppi carbonari. Ma quelle “serie”, eleganti passerelle che invece abbondano di divetti soul/pop che fanno canzoni con lo stampino arrugginito smaltato di antiruggine ad uso e abuso popolare. In un mondo perfetto un pezzo come I See You potrebbe cacciare a calci nella zona pelvica quel soul sozzone di Sweet Baby di Miss Macy Gray, Ciofi & Anna diventare il tema di Velvet Goldmine con quei coretti androgini figli del Bolan che sapete, Bikers Vs. Truckers azzerare tutte le attese per questo cazzo di album dei Guns ‘n Roses che si aspetta solo per poter finalmente dire che fa cagare, You’ll Never Know farci ricordare che di blues è ancora possibile piangere e morire. The Slug e Dario Argento urlare al mondo che non abbiamo più bisogno dei Boss Hog e che Cristina è molto meglio guardarla in orizzontale e la ghost track che sotto l’albero di Natale anche il grind sembra uno spiritual. Ma per nostra fortuna, malgrado qualche politico a volte tenti di farcelo credere, non siamo in un mondo perfetto e questa roba resterà ad illuderci che anche in questo inferno è possibile tirar fuori dei piccoli capolavori di perfezione.

 

                                 Franco “Lys” Dimauro

 

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