JAMES WILLIAMSON – Re-Licked (Leopard Lady)  

Forse è così che si invecchia.

Mettendo su un disco di James Williamson senza avere un’erezione.

Ascoltandolo attraverso le feritoie di un pc, da una piattaforma digitale che ogni tanto passa qualche spot e condendolo con qualche beep che ti avverte di un qualche messaggio che qualcuno che finge di volerti bene ti manda su un social network. Un poke che bussa sulla spalla di un Pokemon che ride solo quando ne è costretto. E anche allora, di malavoglia.

Re-licked è la riproposizione, riveduta e corretta, dello storico materiale scritto da Williamson con l’amico Iggy Pop durante gli anni Settanta. Roba bootlegata negli anni più e più volte, titoli che conoscete tutti, se avete seguito l’epopea in parte sommersa degli Stooges: Rubber LegCock in My PocketI‘m Sick of YouI Got a RightOpen Up and Bleed, ecc. ecc.

La novità vera è che però, nonostante la paternità condivisa delle canzoni e malgrado anche Steve Mackay e Mike Watt si siano rimboccati nuovamente le maniche per mescere nel torbido della storia dell’Iguana, Iggy si sia rifiutato di partecipare alle registrazioni del disco, lasciando ad altri l’onere di ruggire o latrare sui pezzi che rappresentano forse uno dei momenti più dolorosi della sua stessa vita. Ne viene fuori una sorta di anomalo disco-tributo. Che non è un tributo agli Stooges ma a quel soul eroinomane e metropolitano che fu appendice alla violenta e veloce vicenda della band di Detroit.

A rendere omaggio, nomi di prima grandezza: Jello Biafra, Mark Lanegan, Nicke Andersson, Ariel Pink, Bobby Gillespie, Carolyn Wonderland, Lisa Kakaula, J.G. Thirlwell, Mario Cuomo degli Orwells, Alison dei Kills e così via.

Tutta gente che pare aver fretta di andare. E che, nonostante tutto, rimane.

A lanciare uno sputo, a versare un po’ di sangue, a camminare sulle schegge di vetro del Michigan Palace, come fachiri.

Quattordici brani (due dei quali riproposti però in due versioni analoghe per base strumentale ma con vocalist diversi) che hanno ancora una loro scellerata potenza. Malgrado Spotify. Malgrado Itunes. Malgrado il mondo invecchi e io con lui.

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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