ROBERTO RUSSO – Too Much Too Boohoos (Crac Edizioni)  

Quando vivi una storia così, prima o poi devi tirarla fuori dalle viscere, per liberartene totalmente. E così, ecco venir fuori Too Much Too Boohoos. Un diario di bordo che è una seduta terapeutica dove Roberto Russo racconta non solo i cinque intensissimi anni della sua “band venuta da Marte” ma trenta anni della sua vita. Come se gli uni non potessero prescindere da tutti gli altri. È questo, a dare la vera chiave di lettura di Too Much Too Boohoos e a dare la giusta prospettiva di cosa fosse “vivere” nella dimensione Boohoos, vivere per intero dentro il sogno del rock ‘n roll e dei suoi eccessi.

Fino a portarne addosso le cicatrici.

Anche dopo che il sogno è finito.

Quello dei Boohoos è finito ventisei anni fa. Nel Settembre del 1989. Di colpo. Spento come un’abat-jour fulminata.

Anche se aveva lentamente preso le forme di un incubo, devastando anima e corpo di chi presto sarebbe stato costretto a ridestarsi.

I Boohoos, Dio buono. Il fuoco di Sant’Antonio del rock ‘n roll italiano. Passati come un uragano a spiegarci che ogni cosa era possibile. Un mini LP che radeva al suolo tutto il plotone garage-punk italiano, un album che soffiava lacca e paillettes sul palco funesto del Michigan Palace, un ultimo disco di sano e robusto street rock ‘n roll che si pensava fosse lo shuttle che li avrebbe rispediti su Marte e che invece era una zattera di naufraghi che scivolava a fatica dentro un mare di merda.   

Un libro su di loro, alla fine, poteva scriverlo solo uno di loro. Pisciando fuori tutti i calcoli della vescica, col dolore urticante che accompagna una minzione di questo tipo.

Chi non ha vissuto quegli anni, e in quegli anni non ha vissuto l’uragano Boohoos non lo comprerà. E magari, rigirandolo tra le mani in libreria, si chiederà se fossero davvero arrivati da Marte, questi signori qui. Poi lo rimetterà sullo scaffale. E se ne tornerà a casa. Felice di essere nato quando gli alieni avevano già lasciato la Terra tornandosene da dove erano arrivati. Infischiandosene.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

TooMuchTooBoohoos

Annunci

3 thoughts on “ROBERTO RUSSO – Too Much Too Boohoos (Crac Edizioni)  

  1. Anche io sono curioso, pur essendo arrivato dopo. Ascoltavo giusto oggi i Boohoos: incredibile che un gruppo del genere sia venuto fuori dall’Italia; senz’altro c’erano aspetti da affinare, ma se fossero stati all’estero (in Inghilterra, per esempio) avrebbero potuto giocarsela seriamente. Peccato, ma almeno rimangono i dischi – e, spero, questo libro – a dirci del loro valore.

    Mi piace

  2. Anche io sono curioso, anche se sono arrivato dopo. Ascoltavo giusto oggi i Boohoos: incredibile che un gruppo del genere sia venuto fuori dall’Italia; sicuramente qualche aspetto andava affinato, ma se fossero stati altrove (in Inghilterra, per esempio) avrebbero potuto giocarsela seriamente. Peccato. Ma almeno restano i dischi – e, spero, questo libro – a dirci del loro valore.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...