THE GRUESOMES – Gruesomology 1985-89 (Sundazed)

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Con i loro zazzeroni esagerati e la loro morbosità trash , i Gruesomes furono per il Canada ciò che i Gravedigger V furono per la scena garage californiana: teenagers sottilmente debosciati attratti da una passione insana per un immaginario di lordure sixties che non avrebbero mai rinnegato, neanche mentre tutta la scena neogarage collassava intorno a loro. Gruesomology è quindi anzitutto un tributo alla loro coerenza ma offre pure uno spaccato esauriente del loro periodo storico, dalla partecipazione a It Came From Canada al Live in Hell! del 1989, roba che ognuno di voi dovrebbe assicurarsi di avere e, soprattutto, comprendere. Loro erano lo zero tecnico. Pura esuberanza teen affogata nell’amore viscerale per il garage punk più veemente e il R ‘n B più malridotto. Erano la passione che diventava cosa viva, e ti afferrava per la gola. 25 perle di saggezza, poche balle.

Franco “Lys” Dimauro

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D.O.A. – Something Better Change (Sudden Death) / War on 45 (Sudden Death)

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La Sudden Death sta lavorando alacramente per ridare visibilità al patrimonio canadese del punk rock e dell’hardcore storico. Di cui i D.O.A. possono vantarsi di costituirne uno degli elementi portanti. Dopo 25 anni viene ristampato il loro primo LP, quello con stilettate hardcore come The Prisoner o World War 3 che risentite oggi tuonano ancora feroci e mutilanti denunce di un mondo vestito-in e diviso-da mille uniformi. Un tema caro al gruppo di Shithead che nell’82 pubblica un vero e proprio mini-concept sul tema e lo intitola con una parafrasi del celebre vezzo radiofonico delle “Stars on 45”. Il suono cede alle lusinghe di un suono più metallico ma anche alle volte sinuose del dub ma perde smalto. In questa ristampa un po’ di aggiunte da vari periodi (ma in tema con l’argomento) allungano la scaletta a 18 pezzi.

 

                                                                                    Franco “Lys” Dimauro

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GLI SCIACALLI – Yeeeeeh!! (On Sale)

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Se siete tra quelli che hanno affidato la propria carogna agli Sciacalli di Scanna solo da pochi anni, diciamo dalla svolta mod-ernista seguita al contratto con la IRMA, da quando cioè hanno deciso di affondare i canini sul cadavere rantolante del brit-pop, è arrivata l’ora di recitare il Mea Culpa.
L’occasione viene dalla stampa su CD di questa raccolta che, trivellando dai primi tre anni di vita del gruppo bolognese, tira fuori venti covers e due originali pubblicati sulle prime quattro uscite del gruppo di NINFomAni emiliani.
Il suono di “questi” Sciacalli, filologicamente imperfetto, creava un ponte ideale col crudo beat maniacale che ruggiva dentro le cantine dei mid-sixties e, oggi che rovesciare questo ’99 per farlo di colpo diventare ’66 diventa puro diletto ludico e giocoso, questo disco resta a testimonianza di quell’ardore.
Da Je Cherche dei Lutins a For Your Love degli Yardbirds, da Balbettando dei 5 Monelli a Kicks & Chicks degli Zipps, da Why Baby Why dei Beavers a Out of the Question dei Seeds, da Stepping Stone dei Monkees a Santa Claus dei Sonics, ventidue diapositive di un mondo che non c’è più ma che continua a vivere nel sogno irriducibile di chi crede ancora nella rabbiosa spensieratezza di un Mondo Capellone e nella sensualità innocente di una miniskirt a fascioni laterali.
Ventidue artigli per afferrare gli stracci che ricoprono mille ricordi che rischiano di scivolarci di mano.

 

                                                                                                Franco “Lys” Dimauro 

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HÜSKER DÜ – Live from The Camden Palace 1985 (OutrèOuvre/MRA Entartainment)

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Si riaccende, timidamente, l’interesse verso gli Hüsker Dü. Una raccolta di demo del primo periodo in uscita il prossimo mese e una selezione di performance live a Settembre dovrebbero addolcire la bocca ai tanti che aspettano le ristampe del loro catalogo ufficiale, bloccate da dispute legali ancora irrisolte (prima con la SST, oggi tra loro stessi, NdLYS). Questo DVD pubblicato in Australia ne è conferma. In realtà si tratta della riedizione di un vecchio VHS pubblicato dalla Trilion che riprendeva per intero il set degli Hüskers alla loro prima data inglese, sotto le tegole del Camden Palace. Niente di più e niente di meno. Nel senso che non ci sono extra di nessun tipo. Solo, nuda e cruda, la musica degli Hüsker Dü. Senza la quale, ormai da venti anni, siamo tutti infinitamente più poveri. Mould, Hart e Norton portarono il punk dove non era mai stato prima di allora e lo fecero con tre facce da camionisti di provincia, portando sul palco nient’altro che la loro musica. Che era furiosa e famelica, permeata di solitudine e di rabbia. Che parlava di rivoluzioni davanti allo specchio di casa e che la rivoluzione la fece veramente, traghettando il rock indipendente fin dentro quei mari popolati da barracuda e piranha.

Bestie voraci.

Ma che almeno pagavano le royalties, si sarebbe scoperto.

Un’ora assieme agli Hüskers.

Forse è vero: non c’è bisogno di nessun extra.

 

 

Franco “Lys” Dimauro

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