SOULPREACHER – Sonic Witchcraft (Man’s Ruin) / TUMMLER – Queen to Bishop VI (Man’s Ruin)

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Proprio non va.

La nuova promessa di casa Man’s Ruin puzza di cadavere.

Non che il genere in quanto tale prometta chissà quali aurore boreali o tramonti tropicali ma il suono dei Soulpreacher è malato oltre ogni limite, quasi agonizzante.

Greve e funereo, Sonic Witchcraft esaspera le cadenze turpi di band come Electric Wizard e si apre con un blues di dieci minuti e mezzo che certo non spinge a scoprire quanto verrà dopo. Che, a dar retta al display del nostro CD player, sono ben altre 65 tracce (e si teme il pggio, per qualche frazione di secondo…NdLYS) e che grazie al cielo si risolvono solo in un’altra temibile suite di nove minuti, quattro brani che tentano di dare uno sviluppo meno asfittico al concetto death-doom che sta alla base concettuale del gruppo, un paio di trucchetti satanici vecchi come l’osso (nastri girati al contrario come le palle del recensore che orami non fanno paura manco a Mollica e un altrettanto fantasioso Jah capovolto all’incontrè…bah) e una traccia spettro angosciosa e pregna ancora una volta di tutti gli stereotipi del genere.

Satana non ha molto di cui andare fiero di questi tempi.

Più dinamismo offre il debutto dei Tummler di Chicago.

Suono compresso, basso maestoso (se le casse vi reggono, mettete a fondo scala i dodici minuti di Soul Driver, NdLYS), accenni kyussiani come il genere impone e un gran bel gusto ossianico nella sceneggiatura (l’intro di Nitrous Girl con i suoi rintocchi funebri che già furono dei Sabbath a oscurare il sole).

La seconda parte del disco è occupata dagli estenuanti 21’30” di Blatant Disgreyard for the Untamed Void ma siamo lontani dai macigni dei Soulpreacher: la macchina dei Tummler sembra tirarsi fuori dai solchi scuri dei Cure più tenebrosi per lanciarsi in un rifferama di classica impronta stoner, poi rallenta…scende in dopa…si annienta, prima di venir risucchiata da un vuoto d’aria che ci lascia sospesi in aria per dieci interminabili minuti.

Franco “Lys” Dimauro

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THE NEW CHRISTS – Live 2011 (autoproduzione)

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Lo scorso 7 Maggio il Surry Hills Excelsior di Sydney, dopo essere stato rilevato da Justin Hemmes, ha sparecchiato i tavoli, spurgato le spine della birra, ripulito la cucina e ha chiuso le sue porte alla musica dal vivo dopo aver ospitato ogni band della città per sette sere a settimana. È qui che i Radio Birdman si esibiscono per la prima volta, nel 1974. È qui che 37 anni dopo i New Christs si esibiscono per la serata finale, assieme a Leadfinger e Cool Charmers. Rob Younger, che è un patito dei dischi dal vivo, ha registrato una parte del set dei Cristi e se lo sta portando in giro per venderlo durante il nuovo tour. Quattordici i pezzi selezionati, soprattutto dal repertorio più recente, copertina essenziale, equalizzazione a livelli non altissimi (soprattutto per quanto riguarda la voce, spesso schiacciata dal muro di suono della band). Insomma, un bootleg legale appena appena ripulito da Brent Williams con la band sempre in gran forma, qualche omissis sacrilego (Jenny da Lower Yourself per esempio, NdLYS) ma energia da vendere. O da comprare, fate voi.

 

                                Franco “Lys” Dimauro

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