CHEAP WINE – Ruby Shade (autoproduzione)  

0

Le finestre dei fratelli Diamantini danno sull’America.

E si affacciano su quelle stesse strade che hanno visto sfrecciare le auto di Lou Reed, Steve Wynn, Chuck Prophet o Jeff Tweedy.

Grande, come di consueto, il lavoro delle chitarre di questo loro nuovo disco: sfavillanti, energiche, superelettriche quando si allungano fendendo l’aria col vigore delle migliori r ‘n’ r bands degli utlimi trent’anni di Storia Americana (Devil‘s On My Side, il crescendo tellurico di Crazy Hurricane, Break It Down, Set Up a R ‘n’ R Band) ma capaci anche di piegarsi al morbido, scivoloso gioco di mille slides (So Far Away distesa su un tappeto di bottlenecks come le migliori ballads dei Green on Red o dei grandi e misconosciuti CafeCino, lo sfibrante, estenuante languore che avvolge i movimenti alla codeina di Mary, NdLYS) con una naturalezza che A Better Place ci aveva già rivelato e che adesso trova compimento pieno e calibrato.

È il trionfo del rock ‘n’ roll, quello generoso e sdrucito di Naked Prey, True Believers, Green on Red e Lazy Cowgirls, non quello ipermetrope e inconcludente che spesso affolla gli scaffali e vorrebbe crearsi un alibi palesando il suo essere oltre.

Qualcuno tirerà fuori il solito abusato aggettivo: derivativi. Ecco, lasciateli cuocere nel loro brodo e tenetevi stretta quest’America ancora un po’ romantica e viandante, con grandi cose da difendere e moltissime altre ancora da conquistare, con le sue ricchezze e le sue miserie, altrettanto grandi come le nostre.

Il rock sta dove sta il cuore, scrissi una volta. Oggi torno a riscriverlo.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

Annunci

THE SOUNDTRACK OF OUR LIVES – A Present From the Past (Reverberation)  

0

Se non siete stati davvero con l’ovatta infilata nelle orecchie gli ultimi dieci anni, il nome dei Soundtrack of Our Lives vi sarà certamente familiare. Molto semplicemente, la più grande band psichedelica del terzo millennio.  La musica dei TSOOL sembra sfidare la gravità, sganciandosi da terra come un’enorme palla d’elio. Folk stellare e rock mind-expanding troppo elaborato e complesso per le rotations dei palinsesti trendy, con una dignità artistica che forse solo i Motorpsycho possono oggi pareggiare. Una delle poche bands moderne capaci di infilare oro ed argento anche in mezzo agli “scarti”.

Lo dimostra anche questa doppia raccolta fitta di inediti, rarità e B-sides con una dignità pari ai loro dischi ufficiali. Una musica che gli archeologi della prossima era del deserto non potranno non pensare elaborata da giganti.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

 

11526851_800_800