ERIC MINGUS – Um…er…uh… (Some)

Potremmo definirlo “talking blues” e non saremmo molto distanti dall’aroma di cui è impregnato questo debutto firmato Eric Mingus. Disco nerissimo per contenuti e riferimenti (il Kravitz spettrale che emerge da Shake Up the World, il Ben Harper minimale nascosto fra le pieghe di Time, il Michael Franti nudo di Lay-Z, i richiami a figure come Gil Scott-Heron o Linton Kwesi Johnson) col quale Eric riesce ad affrancarsi di pesanti fardelli ereditari (certo sarebbe stato difficile per Eric confrontarsi col fantasma del padre Charles sullo stesso terreno di gioco…) e a metter giù un lavoro peso e calibrato che ha nell’essenzialità la sua carta vincente. Come nella bella Sparks…You Said Sparks… : parole che scivolano su un semplice giro di contrabbasso e appena appena colorate da un gingillo elettronico che si divide stereofonicamente lo spettro sonoro. Un monito a dire tutto con l’asciuttezza che manca ai nostri giorni pieni di dischi iperprodotti e tronfi. Geniale.

 

Franco “Lys” Dimauro

eric-mingus-um-er-uh.jpg

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