THE STRANGE FLOWERS – Vagina Mother (Go Down)

Le dita che picchiano sulla tammorra in apertura sono un’annunciazione di vita.

Una pizzica di benvenuto che ti illude di aver preso un disco dei Tarantolati di Tricarico. E invece, quando la vagina si schiude, sembra aprire le imposte sul solito giardino incantato rigoglioso di strani fiori in cui il gruppo pisano ci ha sempre accolto. Il nuovo disco li conferma preziosi custodi di una morbida psichedelia molto inglese che pesca pure in spumose suggestioni Paisley australiane tanto che a volte pare di muoversi dentro la via lattea dei Church o sotto il sole desertico dei Moffs. Guglielmi lavora alla produzione con la mente i tempi gloriosi della High Rise cosicchè Vagina Mother ha quest’aria un po’ ammuffita di certi dischi d’ “epoca”.

Di quell’epoca.

I Magic Potion ma anche la scena milanese degli “uomini tamburino” e gli Afterhours del 200 a.C. (avanti-Cobain). Ma ho la sensazione che i Flowers si stiano preparando a un nuovo passo e che il prossimo album possa essere un disco di svolta. Ma magari mi sbaglio.

 

                                                                             Franco “Lys” Dimauro

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