DEAD MEADOW – Howls from the Hills (Xemu)

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Pare che il mostro dronedelico si aggiri ancora alle periferie di Washington D.C. eppure è già tempo di celebrazioni. Eccoci quindi alla seconda ristampa Xemu del loro catalogo Tolotta. Band difficile quella dei Dead Meadow, capace davvero di procurarti spasmi al sistema linfatico se non hai familiarità con qualsiasi forma vivente di psichedelia doomy: macigni che rotolano al ralenti tra le selve plumbee di cespugli di erbe narcotizzanti. Un Ummagumma sabbathiano straziante, dove cetacei melvinsiani vengono fiocinati e sbrindellati in una mattanza estenuante e dopata (Jusamiere FarmThe White WormOne and Old la trilogia stordente con cui mettere alla prova la vostra resistenza alle esalazioni di zolfo, NdLYS) e in cui la tensione viene stemperata da truci ballate narcotiche sfregiate dal sitar.

Dead Meadow è il vero baco psichedelico del terzo millennio.

 

                                                                                               Franco “Lys” Dimauro

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THE GROOVERS – Do You Remember the Working Class? (Fandango)

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Disco di transizione per i Groovers non solo perché si tratta di un mini con 4 tracce nuove più altrettante riletture del già classico repertorio del gruppo di Michele Anelli, una per ogni album fin ora pubblicato, ma soprattutto perché mostra un gruppo in fase evolutiva e affina, sviluppandoli, alcuni piccoli segnali lanciati sul precedente disco in studio (That’s All Folks!!). Sia chiaro, i punti fermi musicali e politici del gruppo di Novara, rimangono lì, immobili ed austeri come certi poster che dopo anni ti ritrovi ancora appesi in camera ma si nota un ottimo sforzo in fase di arrangiamento nel tentativo di dare un taglio diverso al proprio songwriting riuscito soprattutto laddove la formazione sceglie di percorrere strade meno rumorose (Ballad o la nuova versione di Sad Town per esempio) chiudendosi a riccio attorno al proprio cuore. Mi piacerebbe, e non mi stupirebbe, che il loro prossimo disco fosse solo di lampioncini e luci al neon, tra il Tom Joad di Springsteen e la New York di Lou Reed, fuori dalle highways, persi nella polvere, sporchi di olio motore e bourbon.

 

                                                                        Franco “Lys” Dimauro

di you rember