LAYO & BUSHWACKA! – Low-Life (End Recordings)

0

Se andate a Londra e decidete di ficcarvi dentro l’ecosistema di chiappe e mammelle che affollano il The End, troverete il Mr.  Matthew Bushwacka dietro al banco dei piatti.

Mister Layo Paskin seduto dietro a quello degli incassi.

Se invece un po’ di aria del club londinese decidete di portarvela a casa, eccovi pronto il disco che i due hanno approntato giocando sui ritmi e sui paesaggi che sono loro familiari. Detroit…Chicago…luci stroboscopiche accese su grattacieli di vetro e metallo, ingegneria urbana applicata al ritmo che raggiunge soglie vicine alla perfezione nel cuore del disco, laddove si accendono le sincopi ritmiche di Kusekhaya.

La giungla, ma quella vera stavolta.

Sfuggendo alle suggestioni di campionamenti dal rapido ma biodegradabile effetto, Layo e Bushwacka filmano su fotogrammi ritmici austeri ma avvenenti il tramestio erotico di beats che si corteggiano e copulano ondeggiando fino all’epilogo ormonale affidato al singolo Ear Candy. Misure e simmetrie che costruiscono uno dei più calibrati dischi di breakbeat finora realizzati.

 

                                              Franco “Lys” Dimauro

 

Annunci

SICBAY – Fort Busy Signal (Perverted Son) / LES SAVY FAV – Rome (Southern)

0

Catartiche e deflagranti, le musiche dei Sicbay giungono per pungerci l’anima.

Lei, la voce a tratti scura e profonda, a tratti lasciva e sguaiata, è la stessa che sbraitava dietro i microfoni dei Dazzling Killmen e Colossamite.

Gonfia come un’ecchimosi la musica dei Sicbay è un caterpillar che frantuma venti anni di new-wave.

Sotto, tutto cambia e tutto resta uguale.

Pere Ubu, Fall, Jesus Lizard, Oxbow, i primi June of 44, gli stessi Killmen, i mostri della Ampethamine Reptile riemergono nelle quattro tracce di questi “segnali” come enormi sauri che tirano fuori le teste dalle acque scure del lago di Lochness.

È una musica che non rinuncia al massacro ma lo evita comunque, un’onda di rumore che emerge, sprofonda, riemerge dalle tenebre, con le chitarre che assaltano furibonde e “rientrano” su dilatazioni epiche e caliginose. Come in Bearskins & Rubbed Knives che si contorce epilettica attorno al recitato di Nick Sakes, metà David Yow e metà Henry Rollins e si abbandona infine esausta alla deriva su un’armonica (Ed Rodriguez, altro ex-Colossamite, NdLYS) di velluto.

Una formula che si ripete, con modalità e intensità diverse, anche sulle restanti tracce. Con il basso avviluppante di Works Wondrous e l’intera struttura di Checkered ad ergersi come manuale di ogni cultura post.

Che sia stato rock, hardcore, punk o wave, quello che c’è stato prima importa meno che nulla.

Altro gruppo “in”die americano dalle grossissime potenzialità sono Les Savy Fav che tornano a pochi mesi dal loro secondo full-length con questo nuovo mini: cinque inediti straordinari per scrittura e riferimenti.

Anche qui è certa wave deviata ad essere rimacinata: 3RA1N1AC (l’andatura spastica di I.C. Timer), Pavement (il ciondolare assopito di Sleeper’s Union), Trenchmouth (il noise saltellante tra i flussi dub di Rome), Fugazi sembrano gli accostamenti più prossimi ma i quattro hanno idee ed energie autoctone talmente grandi da risultare, comunque, inedite.

Franco “Lys” Dimauro

download (1)

 

download