THE RESONARS – That Evil Drone (Burger)

Bravo e sfortunato, Matt Rendon.

La sua rara capacità di creare agili canzoncine immerse nel Merseybeat non ha mai trovato le giuste fortune. Ne’ con i Knockout Pills, ne’ con gli Okmoniks o i Foolscape Fire e neppure con i Vultures. Tantomeno con la sua creatura più longeva e brillante ovvero quei Resonars dei quali torno a tessere le lodi.

Accasatosi ora presso questa piccola label californiana pubblica un altro disco pieno di riferimenti ai Beatles e agli Who, le bands che, ammette lo stesso Matt, gli hanno cambiato la vita. Un altro altissimo esercizio di stile dove armonizzazioni beat, strumming power-pop, arpeggi jingle jangle e vibrati surf convivono fianco a fianco. Canzoni che ai tempi d’oro del neo-beat non avrebbero sfigurato dentro una Battle of the Garage. Come la criptica Black Breath che, ascoltate bene, con quei riverberi ossessivi, quel clap-handing deciso e quelle vocalizzazioni fa tornare alla mente una delle più belle meteore di quella stagione: gli Headless Horsemen.

  

                                                                                          Franco “Lys” Dimauro 

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