MORPHINE – The Night (Dreamworks)

La musica dei Morphine conserva fino alla fine, anche quando il profilo tetro della morte l’ha già avvolta, una sensualità languida e profonda. The Night, pubblicato a sei mesi dalla morte improvvisa di Mark Sandman, indugia nel romanticismo bohémien che è caro al gruppo di Boston, in quella carnalità torbida che il basso a due corde di Sandman e il sax baritono di Dana Colley riescono a sprigionare alternandosi in un gioco di corteggiamento e di lussurioso abbandono, disegnando con sagome curvilinee e rotonde quello che spesso noi non riusciamo ad abbozzare neppure con banali semirette.  

Sono labbra e prepuzi che si gonfiano, ridestandosi vicendevolmente da un torpore autunnale greve come un tabernacolo votivo.

La title-track introduce alla perfezione il mood del disco, avvolgendoci in un abbraccio per nulla confortevole. Come se a porgerlo fossero le braccia ossute e asteniche di Leonard Cohen. Lilah è la prima musa dell’album.

È lei, La Notte. L’amore che si nega agli occhi e rimane pertanto inalterabile all’impietoso scorrere del tempo.

Souvenir è la canzone che le è speculare. È l’amore mercenario che sfugge al ricordo. Che non fa luce e quindi non lascia ombre.

E poi, un po’ più avanti la disillusione di A Good Woman Is Hard to Find, condita con tutte le spezie di cui Morphine sono capaci, quando sono in vena di piatti saporiti e si dilettano nel miracolo alchemico di trasformare la loro musica di velluto in musica di celluloide. Esperimento replicato sulla successiva ed insolita Rope On Fire, dove i sapori si fanno speziati di medioriente. Perché il ventre si svaghi. E scuota il piccolo dolore che porta dentro. E gli altri possano confonderlo col piacere, come succede spesso. Anche a letto.

I’m Your, You’re Mine è un altro arcipelago di suoni cinematografici che fa parsimonia di tamburi prima di liberarli per la percussiva The Way We Met.

Slow Numbers ha un andatura sorniona, da gatto che ha consumato il suo pasto e si appresta a fingere qualche fusa pur di garantirsi il bis.

Take Me with You è la canzone del commiato. Di Mark. Dei Morphine. Di ogni amante che ci siamo lasciati scappare. Di ogni preghiera che abbiamo rivolto alla persona sbagliata, scambiandola per Dio.

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

Morphine_-_The_Night (1)

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