FUCK – Gold Bricks (Homesleep)

I Fuck fatti a pezzetti. Proprio loro che di questo vivono, di tasselli schizofrenici di pop malfermo a metà tra Pavement e Guided By Voices. Gente a cui se chiedi di farti un pezzo che vada oltre i quattro minuti ti tiene il muso per un mese ma che sa scrivere una pop song perfetta anche con in mano solo un rastrello e un cucchiaio da caffè. Gold Brick ovviamente ne è pieno. Belle pop songs lunatiche come i proprietari, che ti piangono addosso (il Lloyd Cole in camera coi Red House Painters su Flapper, Beauty Remains per solo basso e chitarrina, Blind Beauty) o che ti scaricano monodosi di adrenalina giocando con giri di accordi micidiali (Hide FaceSituationBrazen) o con soluzioni irriverenti (Agent 389, la cover di She’s a Rainbow con tanto di cameo finale di Arthur Lee, le trombette di Me So Horny). Geniali nella loro semplicità disarmante, le canzoni dei Fuck ti si appiccicano addosso come quelle chewing gums che stanno in agguato sulle panchine e che, tuo malgrado, ti diventano compagne di giornata. Un disco a corredo della loro discografia “maggiore” ma con pari dignità se non, oserei dire, superiore. Un (ap)plauso alla Casa che Dorme.

 

Franco “Lys” Dimauro

download

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...