STRIKE – Rollin’ Machine (autoproduzione)  

Il tempo di un rapido pit-stop per sostituire un paio di pistoni, oleare i cilindri e la macchina degli Strike torna a macinare chilometri. Sono Luca Ciriacono (già anima slap dei Volcanoes) e Peppe Falzone (degli Adel‘s) i nuovi fuoriclasse ritmici della formazione iblea che per il resto confida sempre nella voce di Salvo Lissandrello e nella chitarra di Rocco Boccadifuoco per mettere mano a questo quinto disco che rinuncia alla scrittura autonoma per applicarsi alla rilettura di piccoli e grandi classici del rockabilly americano con un suono che è sempre più sorprendentemente sovrapponibile alle linee tracciate da eroi bianchi come Johnny Burnette, Eddie Cochran, i Crickets o Johnny Cash.

Riverberi e pennate boppin’ che sacrificano forse qualche smorfia teppista che era emersa in passato (Ready For My Hell, Mama Said) ma che rielaborano in modo impeccabile il suono ribelle dei Fifties aggiungendo un pizzico di area da rodeo che non guasta (come su Rockin’ Daddy di Sonny Fisher ad esempio) ed un suono old-style che ha raggiunto una pertinenza davvero invidiabile coi modelli basici cui si ispira. Eleganti e (im)pertinenti, come sempre. Primi della classe, ma sempre seduti agli ultimi banchi, gli Strike.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro  

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