THE WOODY PEAKERS – Beat Solution (Screaming Apple)

2

Anche loro appena riformati, i “picchi” furono l’avamposto friuliano delle orde cavernicole italiane degli 80s, nati dalle ceneri dei Running Stream.

La Screaming Apple rastrella il loro materiale d’epoca integrandolo con alcune demo destinate al secondo LP per Contempo (altri saccheggi del medesimo periodo furono usati dalla Aua per il volume inaugurale delle Back Up, NdLYS): puro garage punk in salsa texana. Tutto dozzinale ed elementare. Ma questo è quello che si chiedeva al genere, in quel momento: adesione ai canoni, covers viscerali, pedali fuzz e tastiere Farfisa martoriati fino allo sfinimento. E i Woody Peakers in questo erano impeccabili: nel mordere il repertorio salvo concedersi improvvisi momenti di struggimento folk-punk (come su Bad Song o nelle reprise di Don‘t Tell Me o Message to Pretty dei Love) e nell’assaltare il pubblico con una valanga di elementari garage-anthems suonati con approssimazione e devozione assoluta.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

R-4179941-1369779745-1076

AA. VV. – Songs We Taught The Fuzztones # 2 (Money Maniac)  

0

Il sito della Sin Records (www.fuzztones.net) sta diventando un vero giacimento di materiali e curiosità sui mitici Fuzztones. A volte magari marginali (come la recente raccolta Dark Zone ad esempio, NdLYS), talaltra davvero suggestive. È questo il caso di questo secondo volume della fantomatica compilation assemblata mettendo mano alle “fonti” del suono fuzztonico. Sorvoliamo sulle imprecisioni che anche stavolta degradano il tutto ai livelli di un bootleg e passiamo al contenuto: 31 pezzi con cui, in un modo o nell’altro, la band di Rudi si è macchiata le mani. Tra le cose più curiose l’originale versione di Just Once e un paio di tracce di Mr. Zacherle, stravagante artista a metà strada tra Screaming Lord Sutch e Bela Lugosi che i ‘tones omaggiarono anni fa sul loro Monster a-Go-Go. Non necessario ma oltremodo divertente.

                                         

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

songswetaught (1)

THE NAKED EYE – Done and Dusted (Off the Hip)

0

Ci hanno messo un po’ a dare un sequel al fantastico debutto del 2001 gli australiani Naked Eye  ma alla fine l’attesa è stata sedata. Done and Dusted è, come From Obscurity, disco capace di rievocare il rock australiano dei tempi migliori, sui vettori Radio Birdman/New Christs/Celibate Rifles/Eastern Dark. Potentissimo senza essere esacerbato, con quel classico timbro chitarristico potente e tenebroso e una voce, quella di Scott Anderson, che ti riappacifica con la vita, manco fosse Rob Younger. O Bob Mould, volendo. Se il livello di scrittura resta quello cui ci avevano abituato, il suono ha meno pressing pur senza perdere mordente. Ma è un merito che va alla produzione e anche a un uso più moderato delle plance della batteria e che “spegne” un po’ il tiro garage che fu di pezzi come Valley of Mediocrity o Too Far Gone. Hi-nrg power rock.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

R-4634600-1370592802-1171