AA. VV. – That’s New Pussycat (Surftribute To Bacharach) (OmOmusic)

0

Gli eretici venivano messi al rogo, nel Medioevo precedente a questo.

Arsi vivi, lasciavano di sé solo un acre odore di carne arrosto mista ad anice.

Dovrebbe dunque essere grato alla clessidra del fato Roberto Ruggeri, per aver messo piede nel mondo in epoca di barbarie non meno disdicevoli ma diseguali per vittime e carnefici.

Sulla carta infatti, quella di obbligare 25 combo di estrazione surf e garage a rendere omaggio al principe del pop signorile e sofisticato, al mago dell’arrangiamento elegante e della melodia raffinata sembrerebbe una forzatura dagli esiti catastrofici.

A conti fatti invece That’s New Pussycat si candida ad essere il vostro sfottuto disco per l’Estate.

Il signore dei salotti con una tavola sotto i piedi, in equilibrio su tutti gli oceani del mondo.

Una battle of the bands giocata sui cavalloni nella quale solo in pochi sembrano perdere il controllo delle onde.

Accade ad esempio alle Chubbies, con una rilettura davvero off-topic di God Give Me Strength o al cosiddetto progressive-surf di Squid Vicious e Pollo del Mar.

Ma altrove si celebra davvero la più bella festa dell’anno.

Echi tarantiniani che saltano fuori da ogni dove, fuzz guitars assassine, richiami hawaiani, bikini stomps e beat rovente come sabbia d’Agosto.

Difficile stilare una scaletta per qualità (tant’è che anche la OmOm sceglie il più pratico e super-partes ordine alfabetico, NdLYS) ma è certo che quelli che sono scesi in spiaggia con i boxer tricolori (Cosmonauti, Bradipous Four e Nose Riders) mostrano lasse da vendere a chili e spaccano di brutto.

Forse a Burt Bacharach non gliene fregherà nulla, ma questo è il più bel disco di surf music dell’anno e lui ne è l’autore.

Che gli piaccia o meno.

 

                                                                                    Franco “Lys” Dimauro

 

MI0000533533.jpg

 

Annunci

MERTON PARKAS – The Complete Mod Collection (Anagram)    

0

Raccolta onnicomprensiva riservata ad uno dei gruppi-culto della seconda febbre mod inglese, quella fiorita all’ombra del punk britannico e che in parte sfociò nell’esplosione dell’era 2-Tone. Ai tanti cui il nome suonerà del tutto anonimo diremo che i Parkas di Merton (quartiere sud della capitale) erano la band dove si fece le ossa Mick Talbot, futuro Dexy‘s Midnight Runners e soprattutto alleato di Paul Weller negli Style Council ma anche Simon Smith, poi dietro i tamburi di Times e Mood Six. Siamo su livelli altissimi, sia quando la band infila la testa nel R&B sia che ammicchi allo ska (il terzo 7”, “sfruttato” per cavalcare l’onda del revival). Prestigio assoluto in pezzi come Hard TimesGive It to Me Now o Put Me in the Picture che, fossero usciti adesso, riempirebbero le piste giuste in tutta l’Inghilterra. Stravedete per Enemy e Bishops? Allora avete capito….

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

 

R-2937669-1368652722-1504

YAWNING MAN – Rock Formations (Alone)

0

Strana vicenda quella degli Yawning Man, negli anni avvolta per noi europei in una aura di leggenda che ne ha accresciuto il mito a dismisura. Il loro nome è passato di bocca in bocca tra gli amanti del cosiddetto rock del deserto in virtù di un pezzo, Catamaran, celebre per essere l’unica cover version incisa dai Kyuss nella loro discografia ufficiale, con precisione tra i titoli di coda del loro ultimo disco prima dello split. L’ultimo attracco verso il passato prima del lancio nel vuoto. Autentici prime movers di quel tipico suono dilatato e spiraliforme che avrebbe trasformato le dune di Palm Desert nelle onde dell’oceano trasportando di fatto la surf music nelle sabbie desertiche, gli Yawning Man erano la band di Larry Lalli, cugino dell’italo-americano Mario, basso per Fatso Jetson e Sort of Quartet tra gli altri, che è ora alla guida del trio assieme ad Alfredo Hernandez dei QOTSA e Gary Arce degli Oddio Gasser.

Un suono espanso che avrebbe creato il modello per una schiera infinita di bands, compresi gli stessi Kyuss maturi di Sky Valley e Circus e che in queste dieci nuove tracce crea un autentico varco verso il cielo, dando vita ad un Koyanisquaatsi onirico e gonfio di riverberi. Grandioso il lavoro di basso di Mario Lalli (acoltate i bollori lavici che gonfiano Airport Boulevard) così come il fantasioso estro di Alfredo ai tamburi che si conferma uno dei migliori batteristi in circolazione. Surreale eppure incredibilmente legata ai canoni astrologici di terra, acqua, fuoco e aria la musica dell’uomo che sbadiglia è una autentica porta d’accesso all’universo. In arrivo, sempre per la spagnola Alone Records, un doppio CD intitolato The Birth of Sol Music con le incisioni storiche degli Yawning Man e le vecchie cavalcate di Harden, Dry, Devil’s Ladder e Change for a Beggar, tra le altre. Per ogni space-surfer, davvero imperdibile.

 

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro 

 

ymanrock500