SCIENTISTS – Swampland: Birth of The Scientists (Cherry Red)    

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Tredici pezzi in studio e otto live (tra cui alcune tracce ripescate da un nastro radiofonico del 1982) sono il bottino di questa nuova raccolta su una delle bands più velenose che la storia, non solo quella del rock australiano, ricordi. Velenosa e spietata. Non è per nulla facile avvicinarsi alla musica del gruppo di Kim Salmon. Non lo era allora, parliamo dei primi anni Ottanta, e non lo è adesso, nonostante Swampland sia un ottimo mezzo per provare a farlo. La musica degli Scientists era caricaturale e perversa, quanto i rumori che avevano colpito l’immaginario adolescenziale di Kim: il livore metallico degli Stooges, lo strazio chitarristico dei primi Cramps, la ripetitività urbana dei Modern Lovers e dei Television, il barbaro grugnito tribale di Don Van Vliet. Un voodoobilly pagano e tossico che solo i Birthday Party riuscivano allora ad eguagliare per ferocia. Bestie.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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AA. VV. – Before The Fall: 24 Prelapsarian Cuts! (Ace)    

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Ci vuole gusto anche a scegliere le cover.

È come scegliersi un vestito. E se hai il culo come un capodoglio e provi a infilarlo dentro un tubino, va da sé che cadi nel ridicolo. Anzi, cadi e basta.

Mark E. Smith, oltre ad essere rimasto l’unico teppista del rock ‘n roll e un bastardo che non le manda a dire, è uno che sa scegliersi i vestiti, non c’è che dire.

Lo ha dimostrato lungo 35 anni di carriera e ben 28 album nei quali spesso si è divertito a mettersi addosso abiti non suoi. La Ace celebra ora il guardaroba dei Fall con questa golosa passerella dove sfilano 24 capi che solo Mark Smith avrebbe potuto sfoggiare con uguale disinvoltura: dai Sonics alle Sister Sledge, da Leadbelly a Iggy Pop, dagli Henry Cow a Pete Seeger, da Sir Gibbs ai Saints, da Wanda Jackson ai Creators, dai Monks a Gene Vincent, da Bob McFadden a Dean Taylor passando, ovviamente, per Kinks e Capt. Beefheart. Nessun denominatore comune, se non per il fatto che con ognuno di loro il Signor Smith abbia sculettato almeno una volta, passando dal garage punk infetto di Mr. Pharmacist al reggae di People Grudgeful senza curarsi di poter fare una figuraccia. Del resto, anche se fosse successo, a uno con un muso così voi avreste avuto mai il coraggio di dirglielo in faccia?

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

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