SCIENTISTS – Swampland: The Birth of The Scientists (Cherry Red)    

Tredici pezzi in studio e otto live (tra cui alcune tracce ripescate da un nastro radiofonico del 1982) sono il bottino di questa nuova raccolta su una delle bands più velenose che la storia, non solo quella del rock australiano, ricordi. Velenosa e spietata. Non è per nulla facile avvicinarsi alla musica del gruppo di Kim Salmon. Non lo era allora, parliamo dei primi anni Ottanta, e non lo è adesso, nonostante Swampland sia un ottimo mezzo per provare a farlo. La musica degli Scientists era caricaturale e perversa, quanto i rumori che avevano colpito l’immaginario adolescenziale di Kim: il livore metallico degli Stooges, lo strazio chitarristico dei primi Cramps, la ripetitività urbana dei Modern Lovers e dei Television, il barbaro grugnito tribale di Don Van Vliet. Un voodoobilly pagano e tossico che solo i Birthday Party riuscivano allora ad eguagliare per ferocia. Bestie.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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