AA. VV. – U.S. Blues Tour ’63 (Ozit Morpheus)

Dura poco, troppo poco questo splendido documentario della Ozit.

Sono i primi anni Sessanta e il blues “sbarca” in Europa. È il promoter tedesco Horst Lippman ad aprire le porte del vecchio continente all’invasione del blues di Chicago. Che dalla strada passa in tivù, nonostante la bocca sdentata di Sonny Boy Williamson sia mille miglia distante dalle attrattive rassicuranti di un Donnie Lonegan o dei fratellini Everly. È un fiume in piena che stravolge la giovane Europa e la cui forza impattiva è qua ben documentata dalla chitarra a nove corde di Big Joe Williams all’harp blues infilata nella caverna labiale di Sonny Boy che i giovanissimi Yardbirds avrebbero catturato per il live uscito nel ‘66, dal piano boogie di Otis Spann alle sincopi smooth di Lady Victoria Spivey, dall’ esilarante balbuzie di Muddy Waters alla grinta acustica di un Lonnie Johson ormai sessantaquattrenne. Tutto reso con un’eleganza che non tradisce la natura ruspante del blues americano e senza soluzione di continuità.

Davanti a loro un pubblico ancora compito e incredulo che di lì a poco sarebbe stato travolto dalle riletture selvagge di Stones, Yardbirds, Animals e Them.

Non cercate menu e sottomenu, la portata qui è servita per intero, con un’ottima resa audio e bellissime riprese in B/N. Un viaggio brevissimo ma intenso, come un morso ai coglioni.

 

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

MI0002940910

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