LUCIO DALLA – Lucio Dalla (RCA)  


Lucio Dalla
, album capolavoro della musica italiana del 1979, è un disco astuto che sfoggia un Dalla strabiliante pedinatore di storie e simulatore di favole moderne cariche di simbolismo, di dubbi, di finali che non tracciano mai una letizia completa ma piuttosto un disinganno, una disillusione, una fuga.  

È il disco de L’anno che verrà, riadattamento in linguaggio verace e confidenziale delle utopie Lennoniane di un mondo immerso nel Gange, straboccante di amore e speranza. L’anno che Dalla si dichiara pronto ad aspettare. E che noi tutti ancora aspettiamo.  

Ma è anche il disco che contiene perle assolute della produzione dell’artista bolognese. Anna e MarcoMilanoCosa saràStella di mareL’ultima lunaLa Signora. Sequenze mozzafiato di un mondo sospeso fra sogni giganti e realtà spesso miserevoli, schiacciate dall’ordinarietà (l’Anna “come sono tante” che prende il volo in un cielo illuminato come un flipper, il letto che accoglie i protagonisti di Stella di mare che, con un abile cambio di scena, diventa un tappeto volante ricolmo di desideri soddisfatti, l’Apocalisse metropolitana de L’ultima luna, i dubbi che turbano l’ottimismo “di facciata” di una capolavoro che, per illudere i tanti passanti distratti di questo come di altri capolavori, si è travestito da canzonetta di come Cosa sarà, il lunghissimo guardaroba con cui Dalla veste la notte sul pezzo omonimo, l’elenco di malcelati vizi e di esibite virtù della società medio-borghese elencata su La signora). Un occhio che, a differenza dell’altro emiliano doc (Guccini), non alza barricate proletarie, non si schiera mai apertamente, non ruggisce di istanze libertarie o partitiche ma sceglie di offrire una via di fuga alle piccolezze dell’ovvio. E questa strada alternativa è, sempre, quella del sogno, del “secondo finale” che viaggia parallelo al fallimento cui il primo pare destinato. E’ un sottile ma importantissimo espediente di sceneggiatura che in qualche modo salva tutti i protagonisti delle storie narrate da Dalla e salva lui stesso sganciando le sue canzoni dalle trappole di un punto di vista troppo ammanettato alle logiche solo superficialmente liberatorie dell’ermeneutica politica.

Lasciando aperti i barattoli dentro cui si muovono i protagonisti delle sue canzoni, Lucio Dalla fa loro salva la vita. E i loro corpi in fuga proiettano ancora le loro ombre che scivolano via sui nostri giorni rimasti ancorati a una zolla di terra.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

luciodalla

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