MADNESS – The Rise & Fall (Stiff)    

0

Al rientro dalle Bahamas, dopo la registrazione di 7, la nostalgia che già si affacciava amara in quel disco scoppia nella consapevolezza piena dell’età adulta.

I Madness cominciano a fare i conti col proprio passato, con la propria fanciullezza. Di questo è intriso The Rise & Fall che si apre con un omaggio di Suggs a Liverpool, la sua città natale e a Casey Street, la sua Via Gluck.

Quello che forse a ragione può essere considerato l’album-capolavoro della band inglese è un disco pieno di immagini domestiche, fino all’apoteosi di Our House, uno dei vertici della loro produzione. Una torta di mele.

Father‘s wears his Sunday best,

Mother‘s tired, she needs a rest.

The kids are playing up downstairs.

Sister‘s sighing in her sleep (ahhhh).

Brother‘s got a date to keep.

He can‘t hang around.

Cheeeeeese! Ritratto di famiglia con cane.

Clive Langer e Alan Winstanley impongono un tappeto di archi a sostenere il piano gongolante e tutto il resto. E non sbagliano.

La casa è il tema che ricorre anche nel singolo coevo e che segna il loro primo e unico trionfo in classifica: House of Fun. Un parziale ritorno al nutty sound delle origini, ma con la maturità di una band che riesce a rimodularne la timbrica con un’estetica da pop band. The Rise & Fall è intriso di amarezza e disillusione. E di un umorismo pungente e cinico degno dei Monty Python. Gli arrangiamenti si fanno sofisticati, spesso centrati sul suono di pianoforte e fiati, come una moderna orchestra vaudeville mentre la satira pungente della band si isinua non solo fra l’apparente perbenismo della società inglese ma guarda in modo torvo alla politica Tatcheriana.

Lo spioncino che serviva per guardare la Giamaica dai sobborghi londinesi diventa un Grande Fratello sulle miserie della società britannica.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

madness04

Annunci

GREEN ON RED – BBC Sessions (Maida Vale)

0

Gli archivi BBC sono una miniera inesauribile. Molte le labels che continuano tormentosamente a spulciare nastri e transcription discs alla ricerca di perle rare. Altre hanno invece fatto di quel recupero la propria missione: penso alla Strange Fruit o alla Hux. A questa lista si aggiunge ora la Maida Vale alla sua seconda uscita con questo volume dedicato ai Green on Red. Cinque sessioni, dal 1989 al 1992, quindi dopo il dirottamento da parte di Chuck Prophet dagli acidissimi esordi della band sui lidi più ovvi di un country-rock che li muterà nei pionieri di scene come la “No Depression” e l’“Americana”. Etichette buone per il lettore medio di Buscadero, qui ci limitiamo a dire che i fans troveranno giubilo nelle rese di Itch & ShoutBusted e Billy the Kid altrove irreperibili. Foto di una America immutabile e virata seppia, di certo non sarà il disco che Bin Laden terrà nel suo I-pod. Ma se vi piacciono le belle cartoline….

 

Franco “Lys” Dimauro

51znetna23l

GUITAR WOLF – R ‘n’ R Etiquette (Narnack)

0

Prosegue l’assalto all’Europa da parte del trio giapponese. Il loro culto, ormai diffuso in tutto il pianeta, è stato da poco “ufficializzato” dall’uscita di I Love G. W.  Very Much, un tributo che ha fatto scomodare gente come Jon Spencer, J Mascis, Jim O’Rourke.

La Narnack, già esclusivista dell’ultimo LoveRock e del DVD Red Idol ne giova per ristampare per l’UE questo loro disco del 2000 aggiungendo la cover di The Way I Walk e remissando un paio di pezzi. Per i Guitar Wolf si può tranquillamente parlare di “fanatismo”, quindi pure stavolta i devoti non si faranno mancare l’ennesima reissue. Se c’è invece ancora in giro gente che non conosce il frastuono dei Guitars, consiglio loro di accostarsi con la dovuta cautela visto che l’inutile lavoro di rimasterizzazione nulla toglie all’impatto abrasivo esacerbato del r ‘n’ r triviale dei Giapponesi.

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro

Guitar_Wolf_-_Rock'n'roll_Etiquette