LE BAMBINE – Irruzione nel XX Secolo (AUA)

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Se le cose fossero andate diversamente, Vito Ciampa sarebbe da cinque anni la voce di One Dimensional Man, stimatissima ed abilissima noise-blues band veneta figlia della scapigliatura dei Surgery e dei Jesus Lizard. Certo, se le cose fossero andate diversamente anche Hendrix sarebbe adesso un anziano signore avvinghiato alla sua sei corde e Stiv Livraghi il lupo mannaro delle notti lodigiane.

Se le cose fossero andate diversamente.

Ma le cose non sono andate diversamente e Vito ci ha lasciati in una brutta giornata del 1996. Di lui ci rimane il ricordo di una voce profonda e decisa che dominava sull’impetuoso hardcore de Le Bambine prima che questo si sfigurasse nelle esperienze free dell’ultimo periodo poi ulteriormente sviluppate dall’ex batterista Stefano Giust.

Marcata da quel tono drammatico ed istrionico che potremmo riallacciare, fatte le debite differenze, al Demetrio Stratos meno esasperato e al primo sciamanico Piero Pelù, l’ugola di Vito era lo strumento declamatorio che emergeva dallo sconquassato ventre hardpunk di un gruppo che la AUA ci dà ora il dovere di riscoprire stampando questa Irruzione nel XX Secolo, l’inedito disco registrato all’alba dei Novanta e rimasto fino a ieri nel doppiofondo di chissà quale cassetto.

Sette le tracce incluse, tutte dall’assetto parecchio robusto ed impetuoso, memoria di un passato in cui il punk cercava di contaminarsi “tagliando” le originali, elementari intuizioni con altre, talvolta antitetiche, culture. Una scelta che porterà da un lato a risultati dannosissimi (non saprei che nomi fare, tanta è la merda metalpunk che gli anni ci hanno scaraventato addosso, NdLYS), dall’altro a geniali vie di fuga per la sopravvivenza di un genere che (e questo disco è qui ad urlare vendetta) aveva tante, troppe cose da dire.

Franco “Lys” Dimauro

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THE DADDS – Idées Choc & Propos Chic (Groovie)

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La Francia non ha mai avuto una tradizione gloriosa in ambito garage.

In piena epoca revival aveva poche cartucce da sparare, e anche un po’ bagnaticce.

La cosa non è cambiata di molto nel ventennio successivo malgrado l’avvicendarsi di bands come Gloomies (i miei preferiti, NdLYS), Slow Slushy Boys, Linkers, Cryptones e, in tempi recenti, Terribles e Weissmuller. Onestamente non credo toccherà ai Dadds cambiare le sorti di questa tradizione di un beat un po’ incolore e dai modi spesso troppo gentili.

Se French Kiss un paio di anni fa scorreva pur senza scossoni ma aiutato da una durata breve che rendeva agile l’ascolto, stavolta le idee (che di scioccante hanno davvero poco) sono invece spalmate su dieci tracce di Farfisa-sound dalla struttura piuttosto banale e dall’appeal blando e misurato come uno sciroppo per bambini.  

 

 

                                                                             Franco “Lys” Dimauro

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THE ACTION! – Uptight and Outasight (Circle)

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Come già in passato con i Kaleidoscope/Fairfield Parlour, Peter Wild scava nella storia andando a recuperare nei “lost tapes” della BBC (in larga parte forniti da Phil Collins, avido teenybopper degli Action! nella sua adolescenza, NdLYS). Non di nastri si tratta in realtà ma dei fantomatici Transcription Discs la cui introduzione salvaguardò l’abominevole usanza di cancellare per il riutilizzo tutti i nastri delle storiche esibizioni per la radio inglese. Anche quelle di una band straordinaria come gli Action!, autentica stella del giro mod con le radici nel soul della Motown e della Stax. Sul secondo CD invece il secondo gig della reunion del 1998: un repertorio da brivido e un approccio ancora febbrile, autentico, riottoso. I classici di Mayfield, di Holland/Dozier, di Smokey Robinson bruciano ancora la pelle come diossina.

                                                                                    Franco “Lys” Dimauro 

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