BACHMAN-TURNER OVERDRIVE – Not Fragile / Four Wheel Drive (Lemon)

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Mi piacciono i gruppazzi di hard-rock cafone e tamarro.

Più sono bistrattati dalla critica “che conta” e più mi piacciono.

Roba tipo Grand Funk Railroad, Black Oak Arkansas, James Gang, Mountain, Bachman-Turner Overdrive.

Dovessi trovarmi ad affiancare con la mia auto quella di un giornalista colto qualsiasi, alzerei il volume a palla, per sfregio.

Volumi altissimi, chitarre brandite come le nerchie su cumbang.com, batterie pesanti come mandrie di bufali, testi sempliciotti e tanta energia, come dentro i dischi di Randy Bachman e compagni. 

Tutto in un liofilizzato di heavy-blues, southern rock e pacchianate assortite per addolcire la merenda e renderla vendibile nei motel dell’highway americana vicino al banco degli hamburger e alla vetrina delle muffin al cioccolato.

Robaccia grassa e unta d’olio in spregio alla vita sana.

Le cose migliori, quelle che assaltarono le classifiche in virtù di un rock lardoso ma digeribile, sono quelle che la BTO racchiuse su Not Fragile e Four Wheel Drive: muscolose banalità AOR come Roll On Down the Highway, You Ain‘t Seen Nothing Yet, Sledgehammer, Hey You, Four Wheel Drive, Don’t Let the Blues Get You Down puzzano di sudore e grasso-motore.

 

 

                                                                                    Franco “Lys” Dimauro

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AA. VV. – Georgie Fame Heard Them Here First (Ace)  

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Georgie Fame rappresentò, all’interno della scena mod inglese dei mid-60’s, l’aspetto meno aggressivo e violento di tutto il fenomeno. Il recupero della musica nera che fu una delle prerogative della scena Londinese di quel periodo sfociò, nella musica del pianista del Lancashire, non solo nella rivisitazione dei classici soul della Motown e della Atlantic ma nella rielaborazione di molto jazz orchestrale e del calypso e bluebeat giamaicani. Rielaborazione che, come dimostra questa bella raccolta di matrici pubblicata nella collana Heard Them Here First della Ace, non si discosta quasi per nulla, musicalmente e a volte persino vocalmente, dalle versioni originali che Fame offrì in pasto al pubblico inglese del Flamingo e degli altri club “in” della Swingin’ London. 

Ecco perché chi ama lo stile elegante del musicista inglese si troverà perfettamente a suo agio dentro queste venticinque canzoni spesso del tutto sovrapponibili alle versioni ascoltate sui suoi dischi. Yeh-Yeh! (Lambert, Hendricks & Bavan), Get on the Right Track Baby (Ray Charles), Monkeying Around (William Bell), Sweet Thing (Spinners), Pride and Joy (Marvin Gaye), Soul Stomp (Eral Van Dyke), Shop Around (Miracles), I Love the Life I Live (Mose Allison) e tutte le altre fanno bellissimo sfoggio di sè e costituiscono un omogeneo e piacevolissimo tuffo nella musica dei primissimi anni Sessanta e del decennio precedente.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro 

 

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