ARCHIE AND THE BUNKERS – Archie and The Bunkers (Dirty Water)  

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Ci avrei scommesso. E avrei vinto.

I fratellini Emmett, sedici anni, e Cullen (tredici) O’Connor vengono dall’Ohio. Ovvero la stessa terra che ha dato i natali ai Pere Ubu, ai Devo, a Lux Interior, agli Electric Eels, a Screamin’ Jay Hawkins, ai Rocket from the Tombs, agli Human Switchboard, ai 3RA1N1AC, ai New Bomb Turks, ai Greenhornes, ai Pagans, ai Dead Boys, ai Rubber City Rebels, agli Alarm Clocks.

La loro musica si annoda esplicitamente a quella tradizione un po’ folle fornendo, in questa estrema sintesi di tastiera e batteria, una scorciatoia malata per penetrare nel cuore impavido del punk attraverso un suono garage vorticoso, autistico ed espressionista che ricorda certe demenzialità dei Monks e le spirali beat dei chicani Mysterians ovviamente viste attraverso il tubo ionizzato e le lenti plissettate dei grandi schizzati maestri di Akron e Cleveland Devo, 3RA1N1AC e Human Switchboard.

Voi sugli occhi che mascherine portate?

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro  

Standard 3mm Spine Album

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