AA. VV. – Slick & Rockin’ (Vampirella) / AA. VV. – For the Wild Dancers Only! (Frankie Boy/Wolverine)

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Cazzo. Mi accorgo solo oggi che era da anni che non mi eccitavo all’ascolto di un disco rockabilly, nauseato da centinaia di dischi che divertono per i primi dieci minuti e che fanno storcere la bocca in uno sbadiglio degno di Jim Carrey di per i restanti trenta.

Onore al merito quindi alla tedesca Vampirella, capace di tirar su una raccolta che è una vera miccia al culo. Anzi, ben sedici micce al culo: un autentico fuoco d’artificio piazzato sotto le vostre chiappe pingui.

Slappin’ basses a tavoletta, rullanti scoppiettanti, chitarroni jazz che sembrano aver patteggiato con Geppo per avere un posto in curva di qualche girone infernale.

Canzoni killer come Take 5 degli inossidabili Restless (proprio loro, in giro ormai da vent’anni: rintracciate pure l’antologia unplugged licenziata proprio dalla Vampirella, NdLYS), la Midnite Chase degli Smell of Kat, vicina alle cose dei migliori Boppin’ Kids, gli ululati licantropi che farciscono l’incubo dei Go-Katz, il deragliante rock ‘n roll degli Spellbound.

Un disco da annoverare tra i capolavori del genere, poche storie.

Sceglie invece la strada del gemellaggio su sampler la Frankie Boy per far mostra dei purosangue che affollano le sue stalle. Sterco, veramente poco: piuttosto swing grasso, gonfio di fiati e ritmiche da big band come quelle che colorano le sette tracce di questo sampler tra cui svettano la Two Heads dei Senti-Mentals e il divertente medley firmato Billy Idol ad opera dei New Morty Show.

Molta più cacca invece nelle scuderie della Wolverine, etichetta tristemente celebre per le sue Punk Chartbusters (compilations in cui piccole stelle punk decandenti soprattutto tedesche si cimentano con classici firmati Oasis, Eurythimics, Boney M e altra merda simile…): solita paccottiglia punk che non fa male a nessuno e bene manco a se stessa. Inutile, quindi.

 

Franco “Lys” Dimauro

 

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FREDDY AND THE FOUR GONE CONCLUSIONS – Wigged Out Sounds (Get Hip) / THE SPECTORS – Beat Is Murder (Get Hip) / STOMACHMOUTHS – Born Losers (Subliminal Sounds)

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Svanito l’incanto che aveva prodotto ottime cose anni fa, Freddy Fortune & Michael Maltese sono tornati ad occuparsi ognuno degli affari propri, ovvero suonare evitando di incontrarsi. Il primo dei due esordisce ora con i Four Gone Conclusions: Wigged Out Sounds è un disco STREPITOSO che chi ama i suoni legati al Mersey-sound e al folk/beat più acceso non può non amare alla follia.

Sempre Get Hip tira fuori una notevole retrospettiva sugli Spectors del futuro Autumn Leaves Keith Patterson, band di Minneapolis con la fissa per i Monks tanto da farsi produrre proprio da Eddie Shaw e Gary Burger il loro debutto: Beat Is Murder fa luce su una band assolutamente di prim’ordine capace di non piegare la propria perizia all’adesione passiva ai modelli da passerella beatpunk.

Antologia da….antologia per ogni caveman è invece Born Losers degli Stomachmouths curata da Stefan Kéry in persona per la sua Subliminal Sounds. Cosa fosse il 60‘s punk svedese dei medi ‘80 dovreste perlomeno averlo sentito dire ai vostri fratelli maggiori: questi 23 brani che ne ripercorrono la storia, comprese le sortite finali di Mongrels e Tonebenders, sono autentica dinamite per i vostri cervelli malati di punk maniacale. Se passate indenni da quest’orgia di Farfisa, chitarre fuzz e maracas avete sbagliato rivista, riprendetevi la vostra copia di Max e aspettate pazientemente il vostro turno dal ginecologo.

 

Franco “Lys” Dimauro

 

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LINK PROTRUDI AND THE JAYMEN – Drive It Home! (Music Maniac)  

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Disintegrata la line-up dei Fuzztones nel 1986, Rudi Protrudi e Michael Jay battono le cantine e i locali di New York alla ricerca di musicisti capaci e con la giusta attitudine per rimettere in sesto la band. L’unica ricerca fruttuosa, per un po’ di tempo, si rivela essere Mike Czekaj, il batterista degli Stratford Survivors, una onesta punk band del Connecticut che Rudi segue già da diversi anni, attratto dallo stile alla “Moulty” del loro drummer. Le audizioni si susseguono senza sosta e senza grossi risultati per diversi mesi dentro il Music Building all’Ottava Avenue. E, fra un’attesa e l’altra, Rudi, Mike e Michael si divertono a suonare qualche cover di Link Wray per gli amici che vengono a trovarli e che suonano lì dentro con le loro band (i Fleshtones, gli Headless Horsemen, gli A-Bones, le Maneaters, i Vipers).

L’entusiasmo dei tre li porta a creare dei pezzi “in stile” e a registrare nella loro sala prove tantissima roba sul loro personale quattro-tracce. L’album che ne viene fuori è uno dei migliori dischi strumentali della stagione e schizza in cima alle classifiche indie del 1987, quando la line-up originale si è già spaccata spostandosi a Los Angeles. È l’ultima volta che vedremo il caschetto di Michael accanto a Rudi e che sentiremo brontolare il suo basso Vox su un qualsiasi disco in studio.

Sedici canzoni in parte rubate al repertorio del “maestro” (Slinky, Rumble, Rawhide, Mr. Guitar, Commanche), in parte ad altri (Paul Revere, Dave Clark, la The Stroll dei Diamonds cui la storia di Mr. Fred Lincoln Wray Junior è saldamente collegata, i Raindrops) e per la restante parte firmate dallo stesso Protrudi (tra le quali Psyclone, il secondo brano scritto per i Fuzztones e da questi mai pubblicato, NdLYS) ma totalmente sovrapponibili, nelle intenzioni e nei risultati, alle altre, in un vortice di distorsioni fuzz, sassofono (suonato da Gordon Spaeth dei Fleshtones, NdLYS), e ritmica da pow-wow pellirossa.  Portando le lancette del revival indietro di qualche alto giro, Protrudi era arrivato davanti a tutti, pronto per il nuovo revival che sarebbe esploso da lì a qualche anno grazie a Quentin Tarantino senza chiedere altro se non rendere omaggio al genio di Link Wray.

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

 

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