FUAD AND THE FEZTONES – Beeramid (Ricochet Sound)

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Non vi illuda il loro albero genealogico (Bobby Beaton e John Davis ovvero 2/4 dei Gruesomes): i Feztones non sono un gruppo di garage-punk sboccato ma uno ione impazzito di boogaloo-music con tanto di iconografia e non-sense di grana trash. Ricordate Sam the Sham e i suoi Faraoni coperti da turbanti e tuniche da sceicchi? Be’, siamo da quelle parti, esattamente all’ombra conica delle piramidi egizie con tanto di fez sul capo e miraggi di cammelli che ballano il twist. Un album da festa in maschera, tra strumentali carichi di sassofoni e tastiere vintage, cori inzuppati nel Margarita e covers delle Ikettes. Tra gli originali sono il tappeto volante di Soul Camel, lo yè-yè da escursione sul Nilo di San Josè e lo shake di Cairo Twist, vicina ai Gruesomes di Hey! a fare la differenza. Beaton conserva la solita, intatta insolenza dei tempi della teen trash e continua a marcare il territorio, come il gatto di Cleopatra. Walk like an Egyptian……

 

                                                                                    Franco “Lys” Dimauro

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AA. VV. – Psychedelic Crown Jewels # 1 / # 2 (Akarma)

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Forse un maledetto giorno accadrà.

E quella ubertosa miniera di diamanti dell’era psichedelica ci si parerà dinanzi come un deserto arido e sterile, brulicante di zolle rimosse dalle mani avide dei cercatori d’oro.

Quel giorno infausto chiuderà il feretro della più irrequieta ed eccitante stagione del rock ‘n roll.

Fino ad allora però quello spirito riempirà i solchi di dischi imperdibili, serpenti elettrici annodati ai ventricoli del cuore, mossi da un’urgenza ancora viva, fiera, rigogliosa, tutt’altro che ammansita dalla polvere del tempo e irriverente all’accademico vociare dei professori del rock che poco hanno da insegnare se non ad annichilire su una cattedra il vigore teen del ritmo migliore del mondo.

L’etichetta del santone, la ligure Akarma, ci regala così due dischi splendidi per confezione e contenuti: i due volumi di Psychedelic Crown Jewels già editi in America dalla Gear Fab raccolgono su cinquanta folgorazioni garage su vinile compatto come roccia e chiuse dentro copertine cartonate così spesse da poter essere usate come armi improprie contro i figli dell’era digitale.

Ricchissime e fitte le note redatte da Roger Maglio, curatore delle raccolte e mente della Gear Fab e sui contenuti, be’….un autentico bagno elettrico nel mare beat dei sixties.

Prendete un brano come Who’s Burn? degli Human Expression (proprio quelli di Love at Psychedelic Velocity, NdLYS) o le tracce dei Cykle (leggenda punk del North Carolina di cui si attende la ristampa dell’unico album sempre su Gear Fab) che bruciano sul primo volume. Riuscireste ad immaginre un mondo migliore di questo?

O ancora, sul secondo volume, gli Hustlers di If You Try, i Marauders di Our Big Chance o i Jellybean bandits di Salesman, tanto per tirare fuori qualche nome dal cilindro…pepite variopinte, iridescenti e cangianti come gli occhi delle donne che ancora ci consolano dalle infamie delmondo.

O comprate, o morite.

 

Franco “Lys” Dimauro

 

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MOTORAMA – No Bass Fidelity (Bar La Muerte)

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Rock ‘n roll scalcinatissimo e suonato con impeto completamente primitivo e “ignorante” quello delle Motorama. tutto ridotto all’essenziale, al minimo concepibile: chitarra-voce-batteria che si scontrano e si rincorrono nel lerciume strappando gli accordi slabbrati ma minimali dei Pussy Galore. ecco, quando MTV manda in onda le facce stupidine e ammiccanti di tante divette del pop, pensate piuttosto alle grandi labbra delle Motorama che vi stampano addosso un bacio veloce e violento e spegnete quella ciofeca.

No Bass Fidelity non è la celebrazione del rock e delle sue ideologie, solo del suo istinto. È il rumore vivo e tagliente di chi si rifiuta di sedersi in cattedra ma nemmeno si accontenta di stare seduto al banco di qualsivoglia scuola, preferendo piuttosto stare in corridoio, a far friggere un Marshall valvolare poggiato tra il tavolinetto in tinta frassino della bidella e l’orinatoio dell’istituto.

“We are Motorama and we are having fun” .

E Joey e Dee Dee escono dal cesso e le stanno a guardare, col sorriso sereno e un po’ demente di chi è riuscito a tirarci l’ultimo scherzo, quello definitivo. comprate questo disco e bruciate il vostro dvd ad alta definizione che il rock ‘n’ roll non ha bisogno di inchiodarvi alla sedia, ma di sfilarvela giù dal culo.

 

Franco “Lys” Dimauro

 

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