AA. VV. – Mindrocker (Past & Present)

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Di che dose di garage rock avete bisogno? Se il vostro fabbisogno giornaliero supera le quindici ore, potete mettervi in casa il box di Mindrocker con dentro tutti e tredici i volumi pubblicati negli anni Ottanta dalla Line. Non roba gracchiante e piena di crepiti e scoppiettii come una terrazza salernitana un secondo prima dell’ultimo schiocco di lancette dell’anno (per quello ci sono pur sempre le Back from the Grave) ma una collezione inarrivabile di vecchi cimeli dei sixties in cui scorrono gemme assolute dell’universo beat americano (Hate degli Stoics, Double Yellow Line dei Music Machine, Mr. Pharmacist degli Other Half, 99th Floor dei Moving Sidewalks, I Ain’t No Miracle Worker dei Brogues, Last Time Around dei Del-Vetts, Blue Girl dei Bad Roads, You Burn Me Up and Down dei We the People, Do Like Me degli Uncalled For, Time to Kill degli Harbinger Complex, Project Blue dei Banshees, Gotta Get Some dei Bold, Out of Sight, Out of Mind dei Marauders, A Question of Temperature dei Balloon Farm, The Shadow Knows dei Charlatans, Do Something to Me di ? and The Mysterians, e tonnellate, tonnellate di altre). Riverberi folk, piccole infiorescenze acide, crude punk song cantate da beatnicks coi caschetti spioventi. Un intero microcosmo da preservare con devozione e meraviglia, come i pesci fluorescenti che abitano gli abissi degli oceani.    

 

                                                                                  Franco “Lys” Dimauro

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