WOUNDED LION – Wounded Lion (In the Red)

La In the Red ha un catalogo dissestato che il mondo le invidia.

C’è passato il meglio, o il peggio, del crunchy-roll degli ultimi venti anni.

Dirtbombs, Oblivians e JSBX compresi. Sotto di loro, una sfilza di nomi dei quali il resto del mondo si accorge sempre in ritardo.

Black Lips, Jay Reatard o Strange Boys dovrebbero dirvi qualcosa.

Ok, ora segnatevi questo: Wounded Lion.

Il solito rock ‘n roll squinternato che la voce di Brad Ebenhard rende ancora più insolente, con quel tono sghembo da David Byrne in bermuda.

Hanno questo modo istintivo, primitivo di far andare a passo gli strumenti e questa gioia pelvica nel mostrarsi nudi che li fa sembrare gli I’m From Barcelona del garage. Che, badate bene, qui va inteso più come approccio artigianale alla materia che come contenuto specifico.

È una sorta di teatro di strada per buskers cresciuti con l’ossessione per i tamburi di Moe Tucker, le chitarre giocattolo dei B-52’s, le smorfie dei Modern Lovers e che sorridono come beoni nel chiudere in gabbia Ian McCulloch con quel che resta dei Cramps, proprio un attimo prima di chiudere il disco.

 

                                                                                      Franco “Lys” Dimauro

 

Wounded_Lion

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