R.E.M. – Up (Warner Bros.)

La nebbiolina che sembra addensarsi sugli orizzonti creativi dei R.E.M. con Monster e New Adventures in Hi-Fi  diventa una nebbia fittissima con l’addio di Bill Berry. Meditato da tanto e ufficializzato nell’Ottobre del 1997, l’abbandono di Bill coincide con il crollo artistico della band. Up, quasi a spregio del titolo, è un disco in picchiata la cui chiave di lettura sta racchiusa proprio nel singolo scelto per annunciarlo con due settimane di anteprima: Daysleeper.

Difficile anche per i meno letargici non assopirsi in questa lunghissima, interminabile sequenza di canzoni narcolettiche e, malgrado il virile logo maschile che campeggia nella brutta copertina, prive di ogni vigore.

La mascolinità di Up è pari a quella di Antonio Magnano e chi entra qui dentro rischia di uscirne come Barbara Puglisi: intatta!

A nulla serve rifugiarsi dentro pattern elettronici per vestire di nuovo un’ispirazione già agonizzante o cercare riparo dietro un Leonard Cohen qualsiasi per mascherare l’entrata di questa caverna dove risuona solo una pallida e debolissima eco di quello che i R.E.M. erano da vivi. Con tanto di elegia funebre finale.

 

 

 

                                                                                              Franco “Lys” Dimauro    

rem-up

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...